Il Pd: «Pensilina e Cubo bianco Tutto da rifare»

Che fine ha fatto il «cubo bianco»? E la pensilina sradicata da Largo Formentone? E gli sponsor che dovevano allestire il perimetro dello spazio lasciato vuoto? Il Pd torna all’attacco, chiede conto alla Giunta Paroli di un’operazione osteggiata fin dall’inizio e insiste sulla necessità di un nuovo, e internazionale, concorso di idee per dare allo slargo una sistemazione che lo lasci aperto e fruibile dalla gente del centro. La sala studi per gli universitari «si potrà ben fare in palazzo Avogadro» che «deve essere messo in sicurezza per imminente ingiunzione della Soprintendenza». L’assessore ai Lavori pubblici Mario Labolani, tuttavia, risponde picche, ripete che la strada è tracciata, e se non fosse per intoppi burocratici i lavori del «cubo» ideato da Giuliano Venturelli sarebbero già iniziati.
Invece «non sono ancora partiti neanche i carotaggi annunciati da Labolani a tambur battente», ironizza il capogruppo Pd Emilio Del Bono, che insieme al segretario cittadino Giorgio De Martin e ai consiglieri Fabio Capra, Federico Manzoni e Aldo Boifava ha convocato la stampa proprio sullo slargo per denunciare «una vicenda esemplare e ed emblematica della gestione caotica e pasticciona della Giunta Paroli».
LA PENSILINA  È un «esempio di come non si deve amministrare – attacca Del Bono -, è stata smantellata 9 mesi fa, lo spazio è diventato più squalificato e sgradevole, altro pezzo di centro storico abbandonato a se stesso». Intanto, «avevano dichiarato che sarebbe stata sostituita a stretto giro da una sala studi che ancora non c’è, e di fatto – è la realtà di Del Bono - il “cubo bianco” verrà discusso in sede di adozione del Pgt e resterà affidato a una gestione caotica per più di tre anni». Il Pd, in ogni caso, non dice solo no. «Fin dall’inizio abbiamo sostenuto l’opportunità di non coprire lo spazio di largo Formentone e di ricavare la sala studi in palazzo Avogadro in stato di abbandono a pochi passi – continua Del Bono -, dicevano di non avere soldi ma ora sono costretti a trovarli perché la Soprintendenza minaccia maniere forti se il palazzo non viene messo in sicurezza».
Palazzo Avogadro è abbandonato dal 2001, e «in tre anni Paroli avrebbe potuto recuperarlo senza infilarsi in un percorso caotico e difficile – incalza il capogruppo Pd -. Ora il progetto che ha vinto non piace a nessuno e invitiamo la Giunta a un ripensamento». Quello spazio potrebbe restare aperto e «sistemato in modo gradevole per una fruizione a ridosso della Loggia». Da qui la richiesta di un «concorso di idee internazionale per cancellare definitivamente una costruzione in marmo di Botticino che non c’entra niente».
Peraltro, «una sala studi in Largo Formentone è in contraddizione con il progetto di Campus universitario alla Randaccio che noi approviamo», aggiunge Del Bono. E in ogni caso, «anziché concentrare le risorse sulle nuove costruzioni, buon senso vorrebbe che si avesse prima cura del patrimonio in proprietà e si ragionasse sulla destinazione urbanistica da dare a palazzo Avogadro, al Tribunale, alla Corte d’Appello».
Sono le motivazione che hanno portato il Pd – sottolinea Manzoni - a presentare un’interrogazione per chiedere intanto perché non si sia ancora rimontata la Pensilina al parco Pescheto, quali soluzioni la Giunta abbia ipotizzato per Largo Formentone nelle more di approvazione del Pgt e «alla luce del bando per la recinzione andato deserto», e se siano stati effettuati i carotaggi sull’area. Capra punta l’indice contro gli «80 mila euro sprecati per demolire la Pensilina per un costoso capriccio di Labolani». Boifava attende di vederla riciclata al Pescheto. Ma tant’è «è la Giunta del disfare, e delle chiacchiere quando c’è da fare», sentenzia De Martin.
LA GIUNTA RISPONDERÀ in Consiglio comunale. Intanto Labolani replica che il «cubo bianco» si farà, e che la Pensilina della discordia verrà montata al Pescheto «entro settembre». «Siamo tutti d’accordo, anche Udc e Lega Nord – sottolinea l’assessore -, l’aula studi verrà realizzata dove previsto». Ci sono ritardi? «È necessario solo un attimo di pazienza – aggiunge -, pensavamo di riuscire in tempi più brevi ma la burocrazia è tanta». Tra l’altro «sono state apportate leggere modifiche al progetto dell’architetto Venturelli – precisa, le stiamo discutendo e anche questo richiede tempo». Ma non si parli di palazzo Avogadro. «Un conto è la messa in sicurezza, un altro il recupero – dice Labolani – che richiede 10 milioni impossibili da trovare». E siccome «abbiamo problemi con le aule studio per universitari, il ‘cubo bianco’ si farà come previsto».

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