Il Pd: «La giunta ha realizzato solo lo 0,05% dei progetti»

La «Giunta del fare lo 0.05 per cento». È impietoso il giudizio del capogruppo Pd Emilio Del Bono sull’Amministrazione guidata da Adriano Paroli. Lunedì il Consiglio comunale discuterà il rendiconto generale dell’esercizio 2010. Dovrebbe essere la fotografia di quanto si è realizzato in un anno, e il Pd ci vede un «nefasto» binomio di aumento di spesa corrente e riduzione di servizi, che «ancora una volta dimostra come la Loggia spenda sempre più per se stessa e meno per i cittadini».
DEL BONO SPEZZA una lancia a favore dell’assessore Fausto Di Mezza solo per il rispetto del Patto di stabilità. Per il resto vede nero. E con lui Fabio Capra, presidente della commissione Bilancio, Federico Manzoni e Alberto Martinuz.
La bocciatura senz’appello viene innanzitutto dalla valutazione degli investimenti, che «con il linguaggio dei numeri – sottolinea il capogruppo – testimoniano un’incapacità progettuale e realizzativa». I numeri dicono che a fronte di una spesa impegnata di 33,4 milioni (56,1 nel 2009) sono stati approvati progetti esecutivi per 12,1 milioni (15,7 l’anno prima), e sono state realizzate opere per soli 18 mila euro. Lo 0,058 per cento, appunto. E quando si dice che le grandi opere verranno fatte fuori Bilancio, «per ora, a tre anni dall’insediamento, non ne abbiamo vista neanche mezza».
A guardare la situazione dal punto di vista degli avanzi di amministrazione, il giudizio non cambia. Il 2010 si chiude con 35,6 milioni di avanzo (45,9 l’anno prima), che «sarebbero positivi solo se si risparmiasse sulle realizzazioni – accusa Del Bono -, mentre in mancanza di quelle dimostrano solo l’incapacità di spendere per rendere la città più attrattiva». Intanto aumenta la spesa corrente «che Di Mezza dice di voler ridurre» e passa da 219,8 a 247,6 milioni. A mettere tutto insieme, Del Bono vede una Giunta che «fa poco e spendaccia», un Comune che «si occupa troppo di se stesso», una macchina amministrativa che «beve troppo».
Il capitolo delle spese in conto capitale non fa discorsi diversi, per l’opposizione Pd. Anzi dice ancora più chiaro che «Paroli sbaglia le priorità». I 20 milioni del 2009 per il territorio e l’ambiente sono diventati 10 nel 2010, gli 11 per i trasporti si sono ridotti a 6, i 4,9 per il centro storico e i progetti speciali sono diventati 2,1 e dei 191 mila euro per lo sviluppo economico ne sono rimasti 16 mila. «Non si sa o non si vuole investire», è la sentenza.
Tra gli impegni non onorati, Manzoni aggiunge il rinvio del sostegno alle giovani coppie e parla di «scarse garanzie» per la tenuta del Bilancio anche per le risposte «poco tranquillizzanti» sui 42 milioni di credito vantati dalla Regione. E se c’è qualcosa di chiaro – incalza Martinuz – è che «scompaiono pure i 2,5 milioni di euro per il Musil, previsti nel Bilancio 2013».
SE FOSSE UN RENDICONTO sarebbe a tinte fosche. Ma per Capra neanche lo è. Il tanto «enfatizzato» passaggio dal criterio di previsione per cassa anziché per competenza dei dividendi A2A porteranno a uno «stravolgimento del preventivo 2011 appena approvato». L’operazione – spiega Capra – si basa sulla sottostima dei dividendi (34 milioni invece di 83, con un divario di circa 49 milioni) e sull’inserimento tra i residui attivi del credito d’imposta (38,5 milioni) vantato dal Comune nei confronti dell’Erario dal 2003, ma solo virtuale poiché il rimborso è di circa 500 mila euro all’anno. I 38,5 milioni dovranno neutralizzare in parte i minori dividendi sul rendiconto 2010 creando il presupposto per inserire l’eccedenza sul preventivo 2011.
Ma tutto questo «è un criterio a metà per competenza e a metà per cassa – accusa Capra – e costringe a sei mesi di esercizio provvisorio e a spese per 12esimi». Buon senso vorrebbe, invece, che «si tornasse al bilancio di previsione della precedente Giunta».

Fonte: Mimmo Varone – BresciaOggi

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