Da Bisleri a Corsini, acque agitate anche nel Pd

Nelle dichiarazioni ufficiali, il Pd bresciano non è mai stato unito come adesso. Senza scomodare la prolungata «sospensione» di Claudio Bragaglio, nella realtà le cose non stanno proprio così. Il tipo di opposizione alla Giunta Paroli scelto dalla segreteria cittadina inizia creare qualche mal di pancia, il «ritorno» di Paolo Corsini ne provoca persino di più seri e la candidatura alla poltrona di sindaco per le amministrative 2013 si affolla di nomi quando ancora non ce ne sarebbe bisogno.
SONO TUTTI segnali, di certo non clamorosi come quelli che manda il Pdl in questa fase, ma certamente da consigliare attenzione tanto agli organi di partito che al gruppo consiliare. Vero è che Carla Bisleri è un’«indipendente» che e – a detta di chi la conosce – si è sempre tenuta abbastanza defilata nella vita di partito. Giovedì scorso, però, in un giorno solo si è dissociata da «forchettopoli», campagna tanto cara al segretario cittadino Giorgio De Martin, e in commissione Cultura ha votato a favore della Fondazione Eulo rompendo l’unanimità dell’astensione del suo gruppo consiliare.
L’interessata, dopo aver spiegato il suo dissenso a Bresciaoggi, non vuole più parlarne, De Martin giura che il suo dissociarsi è solo per una questione di metodo: «Bisleri ha fatto insieme a noi la battaglia sulle carte di credito della Loggia e ha lavorato assolutamente in sintonia con il Gruppo – ricorda -. Certo, è più tradizionalista di noi e non accetta che si possa fare opposizione con un game tipo Monopoli com’è Forchettopoli». In ogni caso, Bisleri non è la sola a guardare con un certo fastidio l’opposizione-game.
A dar fastidio c’è pure l’insistenza sulle spese del sindaco per il rinnovo del suo ufficio. Ma «quella è una storia finita – assicura il segretario cittadino -, l’abbiamo denunciata, punto e basta». Certo è che «se dovesse spendere ancora allegramente denaro pubblico, ci darebbe un’altra punizione dal limite dell’area…».
TRA UNA COSA e l’altra, serpeggia il timore che il battage scandalistico finisca per compattare un Pdl diviso. Il pensiero diffuso nel Pd è che gli attacchi della Lega Nord al presidente del Consiglio di sorveglianza di A2A Graziano Tarantini, e la conseguente situazione di difficoltà in cui viene messo il sindaco Paroli, dovrebbero spingere a incalzare la maggioranza più sul merito delle scelte amministrative. Sul tappeto ci sono il «cubo bianco» di piazza Rovetta, il parcheggio sotto il Castello, la Cittadella dello Sport a San Polo, la «sede unica» agli ex Magazzini generali. Tutte questioni che rischiano di scavare un solco profondo tra Paroli, che si vede sempre più sindaco e meno uomo di partito, e un Pdl che rivendica il diritto di discutere le scelte della Loggia. «Ho avuto la designazione del partito, ma sono il sindaco e voglio fare tutto, i consiglieri vogliono addirittura di più e i cittadini di più ancora», è stata l’eloquente replica di Paroli al «tutto non si può fare» del coordinatore cittadino Ettore Isacchini.
Sulla vicenda che ha investito A2A il Pd si schiera con Tarantini che «ha il dovere di difendere l’azienda», come dice Aldo Rebecchi che sul “Föra di ball” del capogruppo leghista Nicola Gallizioli chiede un pronunciamento del Consiglio comunale. Se la Lega candida Bruno Caparini al posto che oggi è di Tarantini e mette sul piatto della trattativa pure il cambio di maglia in Loggia con la promozione di Rolfi a sindaco, la questione prima o poi dovrà porsi. E non è escluso che la guerra aperta tra Carroccio e Comunione e liberazione possa giocare avantaggio di Emilio Del Bono nella corsa verso la Loggia.
De Martin assicura che dietro il capogruppo Emilio Del Bono e i consiglieri in Loggia «c’è tutto il Pd cittadino schierato a loro sostegno, per incalzare il centrodestra su questioni sostanziali a partire dall’ambiente». Casomai, «le divisioni sono in campo avversario», sottolinea De Martin. E tuttavia, più d’uno (Aldo Rebecchi, tra gli altri) vorrebbe il partito cittadino più schierato sulle questioni di merito, anche in vista dell’appuntamento del 2013. Del Bono è in prima linea, e al momento è il candidato sindaco. Ma già si sussurrano i nomi dell’ex presidente Api Flavio Pasotti e del consigliere Alfredo Bazoli. Soprattutto torna ad aleggiare Paolo Corsini, cui molti attribuiscono la responsabilità della sconfitta, l’allontanamento di Cna, Confesercenti e altri, con i quali De Martin ora si dice «impegnato a ricucire i rapporti sul terreno urbanistico».
Il ritorno di Corsini nella politica cittadina fa già invocare le primarie. Il che è un modo elegante di dire che un testa a testa con Del Bono non si sa quanto potrebbe convenire all’ex sindaco, che peraltro potrebbe veder confermata la sua candidatura in Parlamento e tornare a concentrarsi su Roma.

Fonte: MI. VA. – BresciaOggi

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