«Bilancio inadeguato come la giunta Paroli»

È un bilancio «deludente e inadeguato come la giunta e la maggioranza», quello che il consiglio comunale si prepara ad esaminare nella seduta di domani. La pensa così il capogruppo del Pd in Loggia Emilio Del Bono, che ha chiarito la posizione del gruppo affiancato dal presidente della Commissione Bilancio Fabio Capra, dal consigliere Aldo Rebecchi e dal segretario cittadino Giorgio De Martin.
Capra punta il dito contro la politica di Tremonti, a causa della quale le entrate per Brescia sono diminuite di 8,6 milioni di euro. Tutto ciò si concretizza in un bilancio che prevede «forti tagli in capitoli importanti: meno 4,4 milioni nel budget dei servizi culturali, 1,6 milioni nei servizi scolastici, 1,5 milioni nei servizi sociali e 2,3 nel trasporto pubblico». Contemporaneamente, prosegue Capra, la spesa per investimenti «sarà finanziata in modo consistente da mutui: 15 milioni nel 2011 che salgono a 36 su base triennale. Un aumento mai visto prima». Non solo. rileva anche come la spesa in conto capitale venga sostenuta per «ben il 63% grazie ai ricavi da alienazioni patrimoniali (45 milioni) e il 16% da trasferimenti (11 milioni)». Denaro che arriverà in futuro. Come a dire che «la giunta ora non ha soldi in tasca per investire». E non è una novità se si considera che «nel 2009 il tasso di realizzazione degli investimenti si è attestato al 3% e nel 2010 sarà vicino allo zero».
PURE PER DEL BONO il piano triennale delle opere pubbliche è «modesto e verrà difficilmente messo in pratica perché dipende dalle alienazioni». «Dal 1948 il Comune ha vissuto una stagione di arricchimento – ha spiegato – in termini di patrimoni, quote, servizi. Dal 2008 ad oggi si verifica invece un impoverimento: la vendita per oltre 40 milioni di quote in Serenissima dice qualcosa». Da qui un giudizio politico anche sull’operato del governo: «I Comuni non sono mai stati male come da quando ci sono i federalisti. Sono strangolati e, almeno a Brescia, oltre a non realizzare niente bisogna cedere i gioielli di famiglia». La giunta Paroli oltretutto «ha pure messo le mani nelle tasche dei bresciani». Oltre ai tagli, Del Bono cita l’esempio  «dell’aumento del costo dei biglietti e della tassa dei rifiuti mai così salata». E – aggiunge – «non è che il Comune non abbia speso. Ha fatto acquisti discutibili, a partire dalla vicenda Omb».
Capra accusa infine la giunta di essere poco trasparente sul tema dei dividendi A2A: «Giustificano il calo a 65,5 milioni con il passaggio dalla competenza alla cassa. Per i prossimi due anni però la previsione torna ad 80 milioni. Non credo sia una bugia di Di Mezza, ma una inevitabile decisione per non ammettere che la governance voluta da Paroli – Moratti non è in grado di assicurare redditività come in passato». Infine l’ex assessore rileva che la Loggia avrà «grosse difficoltà» anche negli anni a venire a rispettare il patto di stabilità e «non ci riusciranno se non venderanno le azioni di Serenissima». «Considerato che i pagamenti in conto capitale dovrebbero fermarsi a 50 milioni e già ne sono stati sborsati 32 per lo più per denaro dovuto ai fornitori nel 2010 – incalza -, a giugno si dovrà chiudere bottega perché non ci saranno soldi e bisognerà di nuovo congelare i pagamenti».

Fonte: Natalia Aspesi – BresciaOggi

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