Corsini: «Ecco il Pd per il futuro». Ma il partito bresciano si spacca

Paolo Corsini agita le acque nel Pd bresciano fino a farle tracimare dall’invaso. La sua proposta di creare un’associazione politica e culturale viene letta da alcuni dentro il partito come il tentativo di creare una corrente. In particolare, Giorgio De Martin, segretario cittadino del Pd, attacca l’iniziativa: «Non si tratta di un’associazione, ma di una corrente di cui non c’è bisogno». L’incontro «La cultura politica del Pd alla prova del futuro» nella sala convegni di via Risorgimento diventa così occasione di nuove frizioni interne, tanto più problematiche in vista dell’assemblea programmatica del 16 aprile.
Eppure. Paolo Corsini, seduto sul palco vicino a Carlo Panzera, della direzione provinciale, utilizza tutta la sua capacità affabulatoria e di argomentazione per spiegare come mai proprio ora al Partito Democratico serve un nuovo organismo che porti il dibattito su livelli alti. Abbozza anche un’ipotesi di scaletta per i prossimi incontri. Questione morale, legalità, laicità della politica, lavoro, diritti: sono gli argomenti che il «Cipec», così Corsini sigla l’associazione, dovrebbe affrontare in incontri «che si dovrebbero tenere fuori dalla sede del partito, per aprire il dialogo anche a chi non ne fa parte». Il suo intervento è irruento, mette sul tavolo le difficoltà del Pd, i punti cardinali che deve seguire, non risparmiando una durissima disamina del berlusconismo.
Corsini è un fiume in piena mentre indossa le vesti del professore e analista politico, oltre che del parlamentare. Alcuni nel partito vedono in lui però anche l’ex sindaco pronto a ritornare in campo a Brescia, tanto che lui stesso nel discorso di apertura si affretta a dire che la sua non è una corrente e che il partito ha nel suo dna fondazioni e associazioni, in quanto plurale. Partendo dalla pluralità, Corsini chiede la sintesi.
In via Risorgimento, però, sembra emergere più di una divisione. L’unico consigliere comunale che siede in platea è Claudio Bragaglio, affiancato dal segretario cittadino De Martin e da quello provinciale, Pietro Bisinella. Proprio De Martin dà sfogo al proprio disagio, anche perché «c’è già un’associazione di cultura politica di Corsini».
Prima di lui, Carlo Fogliata della direzione provinciale, sposta il dibattito verso le dinamiche interne al partito parlando dell’insoddisfazione che serpeggia anche nella dirigenza bresciana. Dalla discussione sull’associazione culturale, il discorso si indirizza verso l’autoanalisi. La seduta resta ancora aperta.

Fonte: Emanuele Galesi – Giornale di Brescia

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Una risposta a Corsini: «Ecco il Pd per il futuro». Ma il partito bresciano si spacca

  1. Carlo Fogliata scrive:

    Nel corso dell’incontro promosso anche da me presso la sede provinciale del PD il 24 marzo 2001 sono intervenuto nella convinzione che la costituzione di un Centro di iniziativa politica e culturale che si richiamasse alle ragioni fondative del Partito e ne sviluppasse le potenzialità , secondo la linea congressuale proposta da Bersani, fosse non solo auspicabile ma necessaria, per dare coesione e forza alla nostra proposta. Evidentemente la sintesi giornalistica ha sottolineato gli aspetti di insoddisfazione che i dirigenti (quorum ego) hanno responsabilmente il dovere di cogliere e superare,più che gli aspetti innovativi e di proposta che pure significativamente sono emersi.
    Tra l’altro la confusione che si è determinata tra l’idea di una Associazione (che ad esempio aggreghi le diffuse energie presenti nel “civismo” di molte liste comunali nella nostra provincia) e la componente Bersaniana (o corrente) bresciana ha indotto alcuni a ritenere che lì si ragionasse più di schieramenti e di equilibri di Partito piuttosto che di cultura politica e del necessario ritorno alla militanza di servizio al Partito ed al Paese,unico antidoto all’ antipolitica che alligna da tempo nell’opinione pubblica e nelle giovani generazioni in particolare.
    Poiché temo che la sintesi giornalistica precedente(ma anche successiva all’iniziativa) sconti qualche retropensiero di troppo,che nel caso specifico si è manifestato anche negli interventi del Segretario Cittadino e del Segretario Provinciale,vorrei assicurare che per quanto mi riguarda ( e con me riguarda molti dei firmatari che hanno proposto l’incontro) l’impegno nella costituenda Associazione non limiterà né condizionerà il ruolo della componente Bersaniana ,visto appunto che attraverso questo nuovo strumento associativo ci rivolgeremo più all’esterno che all’interno del PD.
    Aggiungo solo sommessamente che avendo appreso dalla stampa che (oggi a Cortona (Franceschini) e a Iseo(Letta), nei giorni scorsi a Torino (Veltroni) )si sono tenute più riunioni di “associazioni culturali” che non di organismi dirigenti del PD,forse il modo giusto per dare una mano al Partito anche a Brescia è quello di costituire una Associazione e contemporaneamente, ma ben distintamente, rafforzare il ruolo della corrente Bersaniana per ridare centralità al Partito nel rispetto della linea congressuale che abbiamo votato
    Quindi da una parte uno strumento rivolto all’esterno ed all’elaborazione di proposte,dall’altra un’area politica,interna al Partito,che inveri la linea congressuale.
    A differenza di quanto affermato dai due segretari(forse ripeto condizionati dalle interpretazioni giornalistiche) a me è parso che la presentazione di Carlo Panzera e l’intervento di Paolo Corsini abbiamo ragionato sul primo tema con un notevole sforzo di elaborazione,senza toccare aspetti relativi agli assetti od equilibri interni che,neppure affrontati da altri interventi,sono evidentemente da rinviarsi ad altra sede (la componente interna appunto)
    Sarà anche sgradevole,soprattutto per chi come me viene da una storia e da una organizzazione di partito molto diversa,ma se le regole che ci siamo dati sono queste abbiamo il dovere di rispettarle al di là dei ruoli che svolgiamo e questo dovere è tanto più cogente quanto maggiore è la funzione che si esercita.
    Mi è molto spiaciuto che Paolo Corsini nelle conclusioni della serata abbia dovuto richiamarsi allo Statuto del Partito per replicare agli interventi di De Martin e Bisinella, massime espressioni del gruppo dirigente provinciale e cittadino, mettendo in campo l’autorità delle regole più che la propria autorevolezza intellettuale sui temi che erano all’ordine del giorno e nell’introduzione.
    Ovviamente,come può accadere in politica,non sempre l’autorevolezza coincide con l’autorità,ma è anche dall’uso che si fa della seconda che discende la presenza della prima ; per quanto mi riguarda, nella consapevolezza di essere privo di ambedue, mi sono permesso questa nota di commento alla serata di giovedì,mettendoci solo un poco d’esperienza e la lealtà che cerco di mantenere, nel rispetto assoluto delle regole ed in assoluta coerenza con l’intento di rafforzare ed affermare il Partito in tutte le sue forme ed articolazioni nell’interesse della brescianità e del Paese.
    Carlo Fogliata




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