Cesare Trebeschi alla commemorazione dell’anniversario della Liberazione

La cortesia della Direzione apre oggi i cancelli al presidente dell’ANPI e a me, non per tappezzeria cerimoniale, ma perchè all’indomani di due assemblee il 25 aprile pone interrogativi ineludibili: opportuno dunque l’invito anche al Sindaco: l’istituzione – quale ne sia il colore – deve testimoniare la centralità per Brescia di una forte presenza FIAT, e siamo grati al sindaco Paroli di esser qui per questa testimonianza.
Oltre 30 anni fa venni io pure come sindaco, a testimoniare che per le istituzioni bresciane l’OM-IVECO non era, forse ancor oggi non è presenza occasionale, ha radici lontane, radici che hanno tratto particolare vigore proprio dalle giornate che vogliamo celebrare. Senza retorica, ma non senza commozione: perché consentitemi di far memoria di amici che durante la resistenza hanno lavorato qui, per salvare questo stabilimento e l’occupazione per i loro figli, per voi, per la città.
Nomi ormai ricordati soltanto dai familiari e dagli amici: li recupero dal diario inedito di Michele Capra, lavoratore in OM nei primi anni 40 e dopo la Liberazione fino a quando l’avete mandato in Parlamento. Alla luce del sole, il 29.4.945 in OM si costituisce per la ripresa della fabbrica il Comitato di Liberazione Nazionale Aziendale composto da Gregorio Bombardieri, Arturo Savelli, Giuseppe Frassine per il partito socialista, Carlo Milini, Arnaldo Zanardini, Giulio Vigliani per il partito comunista, Michele Capra, Mario Faini, Umberto Gasparini per la democrazia cristiana, Arnaldo Bigotti, Giuseppe Pellegrini per il partito d’azione, Ugo Fumagalli per il corpo Volontari della Libertà, Giuseppe Belluzzi per il Fronte della Gioventù; nei mesi precedenti il CLNA aveva operato attivamente per i collegamenti con i ribelli di città e delle montagne.
Ai nomi che ciascuno di voi può ricordare, consentitemi aggiungere Roberto Salvi che con Capra nel novembre ’43 riuscì fortunosamente a prendere la prima radiotrasmittente, e sospesi gli studi di chimica e farmacia fece qui il camionista. Lo ricordo anche perché dopo la liberazione per superare qualche tensione tra fiamme verdi e garibaldini accettò la presidenza ANPI. Nella resistenza abbiamo visto la capacità di superare le distinzioni politiche non solo tra lavoratori ma con la Direzione nell’impegno a difendere lo Continua a leggere

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Noi continueremo a ricordarli così.

La mattina del 28 maggio 1974 una bomba esplode sotto i portici di piazza della Loggia a Brescia, mentre è in corso una manifestazione antifascista indetta dai sindacati e dal Comitato antifascista. L’attentato rivendicato da Ordine Nero, provoca otto morti Giulietta Banzi Bazoli, Livia Bottardi, Clementina Calzari Trebeschi, Euplo Natali, Luigi Pinto, Bartolomeo Talenti, Alberto Trebeschi e Vittorio Zambarda, ferendo anche 103 persone.
Oggi, dopo quasi 38 anni, il 28 maggio del 1974 è una ferita aperta per Brescia, è un pugno nello stomaco per tutti quelli che hanno vissuto quegli anni. L’ennesimo verdetto che manda tutti assolti ci lascia sgomenti: ancora una volta giustizia non è fatta. Ma non ci arrendiamo: continuiamo a sperare di conoscere un giorno la verità.

Vi portiamo tutti nel cuore! Non vi dimenticheremo

Livia Bottardi Milani
Anni 32 - CGIL Scuola -
Queste righe non sono sufficienti per ricordare l’attività e l’impegno di Livia.
La CGIL scuola, l’AIED, il circolo del cinema, proprio per i problemi politici, sociali e umani che proponevano, furono certamente i centri maggiori dei suoi interessi. Fra i vari documenti ritrovati, c’è una frase molto significativa che rivela di quanto sia stato profondo il suo contributo per le libertà civili: “Esistiamo, quando prendiamo coscienza di noi e del mondo in cui lavoriamo “

Clementina Calzari Trebeschi
Anni 31 - CGIL Scuola -
Fra i fondatori del Sindacato scuola CGIL con Livia Bottardi Milani e Alberto Trebeschi. La costante ricerca per un impegno politico e culturale e in stretto collegamento anche operativo con la realtà di ogni giorno, hanno spinto Clementina a potenziare e rinnovare quegli ideali di giustizia sociale che erano alla base della sua scelta politica. Clementina collaborò alla stesura del libro di Alberto Trebeschi, compagno della sua vita, caduto anch’ egli in quel mattino del 28 maggio a Brescia.

Giulietta Banzi Bazoli
Anni 34 – CGIL Scuola -
Nella mozione della loro assemblea del 1 Giugno 1974, gli studenti di Giulietta hanno scritto: “Di fronte al tentativo di mistificare i connotati politici di questi caduti, facendoli passare per individui casualmente coinvolti nella strage, é necessario testimoniare l’impegno politico che li ha portati al sacrificio” … I giovani sanno essere giudici attenti e sagaci. Giulietta era così: non per nulla dietro la sua bara c’era una semplice bandiera rossa.

Alberto Trebeschi
Anni 37 – PCI – CGIL Scuola – Circolo del Cinema
Studioso, ricercatore, aveva elaborato la massima parte di un’opera dal titolo “Fisica e filosofia”, Alberto era anche l’uomo che agiva per realizzare quanto teoricamente riteneva giusto e serio. In una delle pagine del suo diario si legge: …” Se mi andasse di perdere il sapore del travaglio intellettuale, in me rimarrebbe esclusivamente l’animale e questo rappresenterebbe il primo passo verso la morte, la vera morte che è quella dello spirito…”

Euplo Natali
Anni 69 – PCI
Nativo di Cereto d’Esi, in provincia di Ancona, nel 1941 viene licenziato dal reparto Sider per le sue idee antifasciste. Durante la Resistenza opera nei Gruppi d’azione Partigiana e alla liberazione è uno dei tre rappresentanti del CNL della provincia di Brescia. Le ultime testimonianze di amici raccontano di Euplo e delle sue esternazioni;egli diceva: “E’ inutile, il problema è sempre quello, bisogna sconfiggere quella indifferenza che è la matrice del fascismo “….

Bartolomeo Talenti
Anni 56 - FLM
Era iscritto al sindacato. Era il “papà” per tanti giovani. Gli amici lo chiamavano “Batolo” e non aveva tanti grilli per la testa. Fu lavoratore a domicilio quando non esistevano né Mutua e né assicurazione. Era un bravo armaiolo, un mestiere che i Talenti si tramandavano da padre in figlio. La sua morte fu appresa a tarda sera, era stato riconosciuto tramite un vecchio cartellino paga.

Luigi Pinto
Anni 25 – CGIL Scuola -
Luigi lasciò Foggia agli inizi degli anni “70, tecnico in Sardegna fino ai primi incarichi di insegnamento delle Applicazioni Tecniche nella scuola media dell’obbligo, per andare a Rovigo, a Ostiglia ed infine a Siviano di Montisola, nella provincia di Brescia. Un percorso difficile ma maturo con la consapevolezza delle proprie forze, ereditate da una civiltà che non è solo mafia, ma cultura intesa non solo come espressione della natura dei nostri modi di vivere, ma anche come passione per la dolcezza e la luce, e ciò che più conta, la ragione di farle prevalere.

Vittorio Zambarda
Anni 60 - PCI
Era andato in pensione da pochi giorni. Per lui non sono riusciti neppure ad aprire la pratica, la bomba neofascista l’ha stroncato prima dei termini stabiliti dalla legge. Era un lavoratore edile, umile compagno ed un amico per tanti; la sua giovialità non l’aveva nemmeno persa nei giorni più difficili della sua travagliata vita. Venne a mancare il 15 giugno 1974, in seguito alle ferite riportate nell’attentato.

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Il PD provinciale: rammarico e delusione per la sentenza di piazza della Loggia

L’accusa aveva chiesto 4 ergastoli e il processo si chiude con 4 assoluzioni per la strage di piazza Loggia che ha ucciso otto persone, cinque insegnanti, due operai e un ex partigiano e che ha ferito 102 persone. “E’ dal 1974 – dice Pietro Bisinella, segretario provinciale del PD, a nome della segreteria del partito – che questa città sta aspettando di avere verità e giustizia e purtroppo la sentenza di ieri ci lascia attoniti, perché è l’ennesima offesa a questa richiesta di verità.
Il Partito Democratico esprime rammarico e delusione: le sentenze si accettano, ma la politica si deve interrogare sul perché in Italia le stragi restano impunite e sul depistaggio sistematico e sofisticato che ha sottratto prove e consistenza alle indagini”.
“Oltre alla grande vicinanza e all’affetto – continua Pietro Bisinella – che tutto il partito esprime ai familiari delle vittime, già da lunedì sera la direzione del partito si attiverà per organizzare, in accordo con le associazioni, un momento di riflessione per tutta la cittadinanza e di indignazione per la mancanza di colpevoli a 38 anni dalla strage, tristissimo primato per la nostra città”.

Pietro Bisinella
Segretario Provinciale PD Brescia

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Pensare la città

Alle origini della civiltà occidentale un mito presiede all’idea di città, della polis, dunque della politica che, a sua volta, rimanda a polemos, la guerra. Una polarità, quella polis-polemos, da non perdere di vista, al fine di sottrarre polis ad una lettura irenica, edulcorata, sottratta a tensioni, a contrasti, sino al conflitto. Già Giovan Battista Vico, in modo forse eterodosso, coglieva questa ambiguità, la fatica per il governo equo della città e la “guerra” per il potere di governo della polis. Ma torniamo pure a città-polis. Qui vale la narrazione di Platone nel Protagora.
I Titani Epimeteo (“colui che vede dopo”) e Prometeo (“colui che vede prima”) sono incaricati di distribuire a ciascuna stirpe mortale le “facoltà naturali” che consentono la sopravvivenza associata. Il primo, con una inversione di ruolo rispetto al proprio etimo, provvede alla distribuzione, il secondo ne controllerà il risultato. Purtroppo Epimeteo esaurisce la riserva dei doni disponibili, elargendoli agli “esseri privi di ragione”, lasciando così l’uomo “nudo, scalzo, privo di giaciglio e di armi”. Per rimediare a Prometeo non resta che un gesto sacrilego: il furto ad Efesto ed Atena del fuoco e del sapere tecnico da portare agli uomini. Essi, però, pur venuti in possesso della perizia tecnica, restano sprovvisti dell’ “arte politica” senza la quale vivono dispersi, “alla mercè delle fiere”. È necessario, dunque, l’intervento di Zeus, che, timoroso per la loro sopravvivenza, invia Ermes con due doni divini: il rispetto dell’altro (aidos) e il senso della giustizia (diche). I vincoli di legamento e di obbligazione insiti nei doni di Zeus consentiranno, dunque, di instaurare quell’ordine (kosmos) che è a fondamento della città . La costituzione della polis, peraltro, rappresenta la premessa per lo sviluppo dell’arte politica, quella disciplina, fatta di sapere e di pratica, superiore alla tecnica per il tramite della quale l’uomo “inventò [sì] abitazioni, vesti, calzari, letti e trasse gli alimenti dalla terra”, ma non fu in grado di assicurare la convivenza associata della polis che qui assurge pertanto a cominciamento, principio di civilizzazione. La città, suggerisce Platone, necessita pertanto di una virtù: il pudore, vale a dire il rispetto dell’altro, il sentimento della prossimità, nonché il senso della Continua a leggere

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Trasporto pubblico, il Pd: “La Regione sconfessa Comune e Provincia di Brescia”

Veniamo a conoscenza in data odierna di un incontro tenutosi nella giornata di ieri lunedì 2 Aprile, su richiesta del comune di Brescia, tra le dirigenze di Comune, Provincia e Regione Lombardia, sul tema della procedura per la gara di affidamento del TPL sul bacino provinciale, alla luce dell’approvazione della nuova legge regionale in materia.
Apprendiamo che l’ ’incontro è stato sollecitato dal Comune di Brescia per analizzare la nuova normativa regionale, per verificare la possibilità, del Comune di Brescia stesso, di anticipare i tempi rispetto agli obblighi posti dalla recente legge approvata.
I dirigenti della Regione Lombardia hanno evidenziato che l’art. 22 (procedure per l’affidamento dei servizi) comma 1 recita:” Nel rispetto delle competenze statali in materia di tutela della concorrenza, l’affidamento dei servizi è disposto dalle Agenzie per il trasporto pubblico locale in conformità alla normativa vigente; ……omiss” e pertanto nessun altro Ente è deputato a svolgere le gare.
Le agenzie del trasporto, prima della gara devono (art 13 comma 1) redigere i Programmi di bacino del trasporto pubblico locale, nei quali (art. 13 comma 2) provvedono alla ridefinizione della rete dei servizi raccordandoli con i servizi di metropolitana e servizi ferroviari regionali.
La Regione nei prossimi mesi dovrà ridefinire le risorse da attribuire ai cinque nuovi bacini di trasporto definendo un costo standard per le varie tipologie di servizio sviluppato sul territorio.
“Ricordiamo” intervengono i Consiglieri Democratici in Provincia Maltempi e Mottinelli, con i colleghi in Loggia Boifava e Manzoni “ che la Convenzione Loggia-Broletto prevedeva una gara unica per il bacino provinciale della durata di nove anni per bus, pullman e parcheggi di Sintesi spa, lasciando fuori la metropolitana, che per i primi sette anni sarà gestita da Metrò Brescia, società mista tra Brescia Mobilità che esprime il 51 per cento del Cda e Ati appaltatrice (49 per cento). Sembrava che per la prima volta i 30 milioni di chilometri del bacino provinciale, che solo per la Provincia valgono 36 milioni di euro tra contributi Continua a leggere

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Bisinella: preoccupazione per la fragilità delle istituzioni democratiche

Il Consiglio di Stato ha bocciato il ricorso dell’ex primo cittadino di Ospitaletto Giovanni Battista Sarnico, il Comune continua quindi ad essere commissariato per un anno, fino alle amministrative previste nel 2013.
“Il caso di Ospitaletto – dice Pietro Bisinella, segretario provinciale PD – è un caso di democrazia negata a tutti gli effetti: le elezioni si erano svolte regolarmente e avevano decretato la vittoria di Giovanni Battista Sarnico.
Noi abbiamo da sempre fiducia nel lavoro della magistratura e anche in questo caso non siamo qui a commentare la sentenza. Ci preoccupa però che un paese come Ospitaletto, con 15.000 abitanti, si trovi in questa situazione, senza un sindaco che possa guidare il paese in questi tempi di crisi, con i bilanci comunali sempre più risicati”.
“Ci lascia soprattutto esterrefatti – continua Bisinella – il fatto che Sarnico sia stato eletto democraticamente e che la sentenza invalidi queste elezioni a causa di una vidimazione irregolare compiuta non certo dal neo eletto. E allora di chi è la colpa se il comune si trova commissariato per un anno? La situazione di Ospitaletto, dove un sindaco eletto in modo regolare paga le irregolarità non rilevate da altri, mostra la fragilità delle istituzioni democratiche”.
“Vogliamo esprimere – conclude Bisinella – la nostra solidarietà e stima a Sarnico, alla lista e a tutti i cittadini di Ospitaletto, che sono costretti a pagare un prezzo salato. Il PDL e la Lega si facciano un bel esame di coscienza, a chi giova aver lasciato una comunità senza guida per così tanto tempo, forse l’unica convenienza è di aspettare che il vento cambi e di Continua a leggere

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Il Sindaco di roncadelle Michele Orlando: “surreale il dibattito sul PGT a Brescia”

Assisto basito al dibattito in corso nel Consiglio Comunale di Brescia e a certi commenti rilasciati a margine da esponenti della maggioranza di centro destra, in particolare leghisti.
Ma come, si sta approvando il PGT del capoluogo cittadino e certi ridicoli consiglieri non trovano di meglio da fare che attaccare certe scelte urbanistiche di un altro comune?
Il Piano di Governo del Territorio è l’atto più importante che un’Amministrazione in genere approva nel corso dell’intero mandato, perché contiene le scelte strategiche in relazione a materie fondamentali: lo sviluppo residenziale, il sostegno al comparto produttivo, le superfici commerciali, il verde urbano, la difesa del suolo, ecc. Uno si aspetterebbe dunque un dibattito magari acceso, ma costruttivo, su tutto ciò, con un confronto sui pensieri lunghi e sulla visione strategica che ciascuno ha sul futuro della città. Ecco appunto, sarebbe meglio dire “che ciascuno dovrebbe avere”, perché se questa visione non c’è, oppure è confusa e un tantino contraddittoria, allora è naturale che si preferisca distrarre tutti con un bel diversivo, come ad esempio parlare di Roncadelle…
Come definire tutto ciò se non paradossale? Si è mai visto che in occasione dell’approvazione di un PGT certi ridicoli consiglieri di maggioranza preferiscano parlare del PGT di un altro Comune? Mai! Paradossale, appunto.
Il tema della polemica sono i centri commerciali, ma per rispondere bisognerebbe conoscere come la pensa davvero il nostro interlocutore, e la cosa non è così scontata… E infatti, qual è la Lega vera, quella degli ultimi venti giorni, contraria ai nuovi centri, oppure quella che con il suo voto ha contribuito ad adottare alcuni mesi fa il PGT di Brescia che prevedeva di costruirne 5 nuovi? Se la Lega vera è la prima non si capisce francamente la polemica: ho sempre sostenuto che il rafforzamento dei centri commerciali esistenti Continua a leggere

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Caso Monte Isola, gli Ecodem chiedono l’intervento del ministro dei Beni Culturali: “Lo scempio va fermato”

Il circolo ECODEM di Brescia si mobilita per fermare il PGT di Monti Isola che sconvolgerebbe, con una inutile quanto dannosa cementificazione, in modo irreversibile uno dei luoghi più belli d’Italia. Una edificazione che interessa aree di proprietà comunale che verrebbero cedute a qualche immobiliare per produrre case che rimarranno invendute. La Lombardia è una delle regioni più urbanizzate e cementificate d’Europa, la pianura bresciana, il territorio in cui si è sacrificata più superficie agricola. “Dobbiamo fermare questo ennesimo insulto al nostro territorio. Molti cittadini sono preoccupati. Abbiamo portato le loro istanze a livello nazionale. Ci attendiamo una risposta del Ministro Ornaghi all’interrogazione parlamentare presentata dai senatori Della Seta e Ferrante (Pd)”. Nel comunicato stampa del 14 marzo i senatori del Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante dichiarano: “A Monte Isola sul Lago d’Iseo, uno dei borghi più belli d’Italia, l’amministrazione comunale sta portando un incredibile assalto al territorio, con un ecomostro adibito a parcheggio per motocicli e con un megaprogetto che prevede la realizzazione di 13 comparti residenziali. Chiediamo al Ministro dei Beni culturali di attivarsi per fermare questo scempio, che comprometterebbe un territorio di grande pregio”. “Monte Isola – continuano i parlamentari – è un caratteristico borgo, dove da sempre vige il divieto di circolazione delle automobili e che doveva essere un modello di sostenibilità, di tutela del patrimonio e di sviluppo sostenibile del turismo. Ma sull’isola è sorto tra grandi resistenze e polemiche un «sarcofago» di metallo alto sei metri e quaranta e lungo cinquanta metri solo per mettere al coperto le moto, mentre a questa impattante Continua a leggere

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Buffoli candidato a Cazzago

Mancano meno di 60 giorni alle elezioni amministrative: a Cazzago San Martino il PD insieme ad altre forze politiche aderisce alla Lista Civica Obiettivo comune, che sostiene la candidatura a sindaco di Angelo Buffoli, attuale assessore con delega allo sport e alle associazioni.
“Tocca a Buffoli – dice Pietro Bisinella, segretario provinciale PD – al suo amore per il paese, al suo entusiasmo e alla sua popolarità, dimostrata dall’incredibile sottoscrizione alla sua candidatura di ben 566 concittadini, il compito di confermare l’ottima amministrazione locale, guidata dal sindaco Foresti. Un buon governo che ha consentito a Cazzago di raggiungere il 37° posto in Italia – secondo una ricerca pubblicata dal Sole 24 Ore – per benessere interno lordo, cioè per qualità della vita”.
Un sostegno a Angelo Buffoli viene espresso da tutto il PD,  dal senatore Guido Galperti che ringrazia il sindaco Foresti “per il lavoro svolto, che ha trasformato Cazzago in un modello di servizi e qualità della vita, dove i partiti sanno convivere con le civiche”. Aspetto questo che secondo il consigliere regionale Gianni Girelli viene confermato anche dalla candidatura di Buffoli, che rappresenta una lista civica dove i partiti sono presenti, “ma invece di chiudere, sanno essere inclusivi, creando alleanze e ascoltando i cittadini”.
La candidatura di Angelo Buffoli nasce dalla gente “566 cazzaghesi hanno voluto la mia candidatura a sindaco, non sono iscritto a nessun partito– spiega Buffoli – ma sono contento Continua a leggere

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Marchionne faccia di bronzo

A Pomigliano la FIAT sta procedendo alla riassunzione dei lavoratori nella nuova società. Marchionne ha dichiarato “Assumiamo la gente sulla base della capacità, non controllo se hanno la tessera”.
Nella vecchia fabbrica la FIOM aveva 800 iscritti su 5.000 dipendenti. Nella nuova Pomigliano sono stati riassunti 2.085 dipendenti. Nessuno è iscritto alla FIOM. Quattro sono ex-iscritti. O Marchionne mente sapendo di mentire o c’è una sorta di affinità elettiva tra iscrizione alla FIOM e dequalificazione.
Non è difficile intravedere dove sta la verità.
Non è accettabile. Sono in gioco i fondamenti di una società libera. Servirebbe un moto di sdegno. Il PD deve fare di tutto perché la questione diventi un “caso nazionale”. Essa ha a che fare con i nostri valori non negoziabili.
Vale sempre la lezione del pastore Martin Niemoller (erroneamente attribuita a Bertold Brecht): “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omossessuali e fui sollevato perché non erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare”.

Paolo Pagani
Segreteria Provinciale PD

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