Doppia preferenza di genere alle elezioni regionali: una vittoria del PD

elezioni_regionaliIl Consiglio regionale ha finalmente introdotto la doppia preferenza uomo-donna. Il voto di giovedì arriva grazie a una legge nazionale fortemente voluta dal Pd.

La stessa proposta fu fatta dal PD nel 2010 e bocciata da questa maggioranza nel 2012. Non solo, è stata avversata a lungo, tanto da arrivare all’approvazione solo ora, in chiusura di legislatura. Quello di oggi è un voto che premia anni di impegno convinto per la parità di genere e per favorire l’accesso delle donne nelle assemblee legislative.

Ogni elettore, oltre a scegliere il candidato presidente e la lista preferita, potrà votare fino a due candidati consiglieri, purché di sesso diverso. La legge prevede anche l’aumento del numero massimo dei candidati previsti per ogni lista: nelle province di Lodi e Sondrio, le minori per popolazione, passano da uno a due, in tutte le altre circoscrizioni provinciali in cui il numero massimo di candidati era dispari sarà arrotondato al numero successivo.

Rammarico, invece, per la mancata riduzione delle firme necessaria per la presentazione delle liste elettorali, proposta dal Pd e dal M5S, in linea con la riduzione prevista a livello nazionale. Il Pd, con il capogruppo Brambilla, ha annunciato che presenterà un progetto di legge ad hoc per tentare in extremis di modificare la normativa.

Il progetto di legge è stato approvato con 61 sì, 1 no e 8 astenuti.

Sara Valmaggi, vicepresidente del Consiglio regionale ed Enrico Brambilla, capogruppo PD

 




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