Ticket, la grande promessa non mantenuta di Maroni

ticketTra le tante promesse non mantenute da Maroni in questi anni ce n’è una particolarmente amara per i lombardi: quella sul taglio dei ticket. Ci ricordiamo tutti quante volte Regione Lombardia ha cercato di tagliarli senza risultati. La “Regione Zero ticket” di Maroni finora è rimasta solo uno slogan sui manifesti, e i cittadini lombardi lo sanno bene perché sono tra quelli che in Italia pagano di più per avere visite, esami e farmaci: 600 milioni di euro all’anno di tasca loro, in aumento di anno in anno.

L’annuncio dell’ennesimo tentativo di taglio è per il Pd lombardo un’altra mistificazione. La misura all’articolo 13 del provvedimento è infatti solo accennata e scatterà dal prossimo 1 marzo (per strana coincidenza tre giorni prima della data ipotizzata per il voto delle elezioni regionali). La Giunta prevede un taglio di soli 20 milioni di euro, quando il superticket ne vale 120 e dalle precedenti misure fallite sono avanzati oltre 60 milioni di euro che evidentemente alla Giunta non interessa investire sui ticket.

Inoltre il taglio sarà lineare, ovvero uguale per tutti. Il centrosinistra invece chiede invece da anni più equità: abolire il ticket per chi ha redditi più bassi e che oggi arriva a rinunciare a curarsi e rendere per gli altri cittadini progressiva la quota da pagare in base alla capacità reddituale. Questa proposta fu anche approvata all’unanimità da tutto il Consiglio regionale nel 2015, proprio su iniziativa del Pd.

Nel primo tentativo di taglio, del 2014, la Regione aveva previsto la riduzione del ticket sui farmaci per gli ultrasessantacinquenni con reddito familiare fino a 18.000 euro, ma a fronte di 800.000 beneficiari previsti la misura è stato utilizzata solo da 99.000 persone. Nel secondo tentativo, del 2015, la misura prevedeva di tagliare il ticket per i cittadini tra i 15 e i 65 anni con reddito familiare sotto 18.000 euro, ma anche in questo caso a fronte di un’ipotesi di 500.000 famiglie beneficiarie hanno avuto accesso alla misura solo 34.000 persone.

Di questo passo, per realizzare la sua promessa di taglio dei ticket, Maroni avrebbe bisogno di restare presidente ancora 25 anni, almeno fino al 2040. Ma è evidente che per i lombardi è più conveniente cambiare presidente e scegliere Giorgio Gori.

Carlo Borghetti, consigliere regionale Pd




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