Qualità dell’aria, è il momento di prendere decisioni drastiche

smogIl Tavolo sull’aria di martedì 18 luglio con gli amministratori lombardi è un primo importante passo, ma non basta: Regione Lombardia è in ritardo. Inoltre si possono prendere molti altri provvedimenti, che dovevano già essere applicati.

È il momento di prendere decisioni drastiche: i dati epidemiologici sulla mortalità evitabile evidenziano una situazione mediamente peggiore che nelle altre regioni italiane e rispetto a tutto il resto del Paese. L’inquinamento è una delle principali cause correlate.

Regione Lombardia ci deve mettere la testa e decidersi a fare da cabina di regia, per quanto riguarda gli interventi da attuare all’interno dei suoi confini. Invece, demanda tutto agli amministratori locali, che è un modo per scaricare sui Comuni le responsabilità delle loro scelte. E in questo modo poi i provvedimenti vengono applicati a macchia di leopardo. Così è inutile.

Per noi è fondamentale e imprescindibile che la Regione metta le risorse: deve stanziare ricche risorse per incentivare sia il privato cittadino che l’impresa a sostituire il parco auto e a fare interventi sui sistemi di riscaldamento. E non accettiamo scuse del tipo che i soldi sono finiti: piuttosto che metterli in altri capitoli o buttarli in inutili referendum, possono essere impiegati per gli incentivi e gli interventi antinquinamento.

Le proposte del PD? Meno tasse a chi riduce l’inquinamento. Nel concreto, chi compra un ibrido non paga il bollo. Maggiori trasferimenti ai Comuni che riducono la quantità di rifiuti prodotta pro-capite. Le aziende virtuose premiate con la riduzione della quota regionale Irap e meno controlli ambientali.

La Lombardia è la regione più popolosa d’Italia, con i suoi oltre 10milioni di abitanti; è quella con più imprese (886mila nel 2011) e soprattutto con più imprese a rischio di incidente rilevante (286 nel 2010); ha 5 siti contaminati di interesse nazionale, 840 siti contaminati, 800 potenzialmente contaminati e 1888 bonificati al 2016; ha il più alto numero di Comuni con rischio idrogeologico elevato e molto elevato (687 nel 2006).

 




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