Maroni indice il suo referendum e spera in elezioni anticipate (prima della fine del processo)

maroni1 Roberto Maroni alla fine ha indetto il suo costoso referendum consultivo sul nulla: nessuno sa ancora su quali materie il governatore intenda chiedere maggiore autonomia. Così ai lombardi si chiede un voto alla cieca.

Maroni parla solo di soldi, di fantomatici miliardi di euro che ogni giorno peraltro aumentano, nonostante il referendum non parli di risorse ma solo di competenze.

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La novità è però che Maroni ha annunciato di voler fare l’election day fra elezioni politiche e regionali. Ciò significa che intende dimettersi a breve, entro la pausa estiva, se vuole avere chances concrete di ottenere l’abbinamento tra il voto regionale e quello per le politiche. Cosa che, se il suo avvocato continua così, gli permetterebbe di votare prima della fine del suo processo.

In tutto questo si vede bene che gli interessi dei cittadini non sono la priorità.
Enrico Brambilla, capogruppo PD

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Il quesito del referendum:
“Volete voi che la Regione Lombardia, in considerazione della sua specialità, nel quadro dell’unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 116, terzo comma, della Costituzione e con riferimento a ogni materia legislativa per cui tale procedimento sia ammesso in base all’articolo richiamato?”




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