Consumo di suolo in Lombardia, un altro fallimento della Giunta di Maroni

consumo-di-suoloLa discussione di martedì 23 maggio, in Consiglio regionale, sancisce il fallimento della legge sul consumo di suolo tanto declamata da Maroni e dai suoi. Lo sapevamo che sarebbe finita così e lo avevamo denunciato per tempo: quella legge era basata su un modello di sviluppo ormai superato, incentrato sullo sfruttamento intensivo del suolo.

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iamo tutt’ora convinti che in Lombardia si potesse scrivere a una legge più ambiziosa, ma Maroni e il centrodestra non sono in grado di farla. Per questi motivi oggi ci siamo astenuti al momento del voto. (La legge è passata con il voto della maggioranza)

La modifica, in realtà, mette solo una pezza alla legge 31 del 2014, dando la possibilità ai comuni di rimettere mano alla programmazione territoriale ed urbanistica, mantenendo però non superiore a zero il “Bilancio ecologico del suolo”. In altre parole, sarà possibile per i comuni tornare a fare varianti ai piani di governo del territorio ma questi non potranno aumentare, ma potranno diminuire, le aree edificabili del proprio territorio. La legge del 2014, paradossalmente, glielo impediva.

Mantenendo un giudizio negativo molto forte della legge madre, per rispetto ai comuni non abbiamo votato contro. È una astensione sul merito della modifica, che era inevitabile, ma rimane la critica netta contro l’atteggiamento della maggioranza.

Enrico Brambilla, capogruppo PD




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