Caro Maroni, non si forzano le istituzioni a proprio piacimento

regione-lombardia-322206_1920Il presidente della Regione Roberto Maroni ha presentato due emendamenti alla legge di semplificazione, in discussione giovedì in commissione affari istituzionali, con cui prova a intervenire sul referendum per l’autonomia e sulla legge elettorale.

Sul referendum, di fatto, Maroni intende rimuovere la previsione secondo cui, in caso di scioglimento anticipato della legislatura, la consultazione viene posticipata alla legislatura successiva. In questo modo il referendum potrebbe svolgersi in contemporanea a eventuali elezioni regionali anticipate. Con il secondo emendamento verrebbe invece adeguata la legge elettorale alla normativa nazionale che prevede la doppia preferenza di genere. Un percorso da affrontare insieme in commissione, non con una forzatura.

Entrambi gli emendamenti fanno pensare che Maroni abbia in mente lo scioglimento anticipato della legislatura, magari con il voto contestuale per le regionali e per il referendum a ottobre. Sono forzature inaccettabili. Non si piegano le istituzioni alle esigenze personali e di propaganda del presidente, che vuole sfruttare un referendum propagandistico per farsi campagna elettorale per le regionali.
Alessandro Alfieri,  segretario regionale del Pd 

Con il primo emendamento presentato Maroni intende sottrarre il solo referendum consultivo, com’è quello per l’autonomia, a due commi di un articolo della legge regionale 34/1983 che oggi vale per tutti i referendum regionali, abrogativi e consultivi. Si tratta dei commi due e tre dell’articolo 10, secondo cui:
2. In caso di anticipato scioglimento del consiglio regionale il referendum già indetto è automaticamente sospeso all’atto della pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali per l’elezione del nuovo consiglio regionale.
3. Il referendum sospeso ai sensi del precedente comma, ha luogo nell’ultima domenica del mese di aprile immediatamente successiva all’insediamento del nuovo consiglio, purché tra l’insediamento stesso e detta domenica intercorra un periodo libero di almeno quarantacinque giorni; in caso contrario il referendum si svolge nel corso dell’anno successivo.

 

 




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