Riforma della sanità, parte terza: di voto in voto le criticità restano

sanità È stata apporvata, con il voto contrario del Pd, la terza parte della legge di riorganizzazione del sistema socio sanitario regionale. Si tratta delle parti relative alle malattie diabetiche, all’organizzazione delle donazioni di sangue, organi e tessuti e all’assistenza farmaceutica e prevenzione.

Abbiamo votato in modo contrario perchè sono troppe le questioni irrisoltee le criticità inevase e c’è un’assoluta irrilevanza della dotazione finanziaria per cambiare il sistema.

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Durante la discussione di martedì – iniziata alle 11 e finita alle 17 con il voto - non era presenta il presidente Maroni e neanche l’assessore alla Sanità Gallera. Sono arrivati solo a pomeriggio inoltrato, quando, a causa dell’assenza della maggioranza, era mancato il voto legale per ben due volte.  Come dimostra sia la confusione in Aula che lo stato di caos nel quale si trovano ancora oggi le strutture socio sanitarie regionali, il metodo di voto “a spezzatino” con cui si è proceduto si è dimostrato inefficace.

E la discrasia temporale e il ritardo organizzativo sulla ripartizione delle funzioni tra ATS e ASST hanno portato problemi pratici e conseguenti disservizi sull’utenza, tra l’altro nell’ambito dell’erogazione di servizi di prevenzione importanti come le vaccinazioni.

Nessun vero correttivo è stato introdotto nell’impianto. Registriamo solo l’accoglimento di qualche nostra utile proposta, come la richiesta che Regione Lombardia destini almeno il 5% del fondo sanitario regionale in prevenzione e che gli stessi proventi delle sanzioni derivanti dai controlli sui luoghi di lavoro siano reinvestiti proprio sulla prevenzione. Segnaliamo anche la valorizzazione dei servizi dedicati alle malattie sessualmente trasmissibili.

Sul tema del diabete sono stati accolti i nostri ordini del giorno, così come chiedevano le associazioni dei malati e dagli specialisti, con la costituzione di una rete clinico assistenziale entro 180 giorni dall’approvazione della legge e l’istituzione di centri specialistici, essenziale per dare ai malati la certezza della cura, che nella legge mancavano.

Sull’ampliamento delle prestazioni offerte dalle farmacie abbiamo ottenuto l’impegno a trovare nuove risorse così da garantire alle farmacie la possibilità di erogare nuovi servizi direttamente sul territorio, permettendo così agli utenti di fare meno code senza dover pagare di tasca propria.

E, non ultimo, abbiamo ottenuto l’impegno della Regione a fare entro tre mesi il nuovo piano sangue scaduto da ben 8 anni, in accordo con il mondo associativo e scientifico.

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