Ticket dimezzati? Non proprio, ecco i dati che smentiscono Maroni

Una riduzione del ticket nella regione dove la sanità è la più costosa d’Italia è sempre una buona notizia, ma la ricetta di Maroni è sbagliata e oltretutto non è quella che ha più volte promesso ai lombardi: l’azzeramento dei ticket.

Con la nuova delibera, per la maggior parte dei casi, i cittadini non vedranno differenze perché l’abbattimento di 15 euro vale solo per le prestazioni più care e chi pagava fino a 51 euro di ticket continuerà a pagare come prima. La strada giusta, lo diciamo da tempo, è l’esenzione totale per i redditi fino a 30mila euro e la rimodulazione per reddito di quelli superiori.

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COSA SUCCEDE NELLA REALTA’ – La delibera di giunta limita a 51 euro, anziché 66, il costo massimo di visite ed esami per i cittadini. La novità è che la giunta ha rivisto il superticket di competenza regionale che la Lombardia applica in relazione al valore economico della prestazione (quanto viene rimborsato agli ospedali per ogni prestazione effettuata): se prima il superticket variava da 0 a 30 euro ora varierà da 0 a 15 euro (in aggiunta al ticket nazionale). Ci sarà quindi un beneficio solo per le prestazioni più costose.

In pratica, dall’entrata in vigore della delibera, le cose funzioneranno così:

ticket_tabella




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