L’agenzia regionale anti corruzione? Doveva essere autonoma, invece…

palazzo lombardiaIl presidente e i componenti del Consiglio dell’Agenzia regionale anti corruzione (ARAC) per ogni missione dovranno chiedere l’autorizzazione alla Regione. Strano, no? E invece succede. Lo prevede una delibera della giunta regionale di fine novembre discussa in commissione Antimafia del Pirellone. Una disposizione che secondo noi contrasta fortemente con il principio più volte enunciato dell’autonomia dell’ente che dovrebbe coadiuvare il lavoro dell’Anac di Cantone.

Cos’è Arac e la posizione del PD

La delibera di fatto assegna la sede (il 28esimo piano di Palazzo Pirelli) e la dotazione di personale e di mezzi all’agenzia: potrà contare su sei dipendenti – un dirigente, quattro funzionari e un assistente – e su contratti di collaborazione da attivare di volta in volta. La dotazione finanziaria sarà di un milione di euro, di cui 420mila per le indennità del presidente e dei quattro consiglieri, altre 400mila per i dipendenti, 120mila per le collaborazioni, 40mila per il funzionamento e 20mila per trasferte e missioni.

Maroni ha sempre detto che l’Arac sarebbe stata autonoma, ma ora vuole conoscere in anticipo ogni spostamento. Anzi, vuole decidere se l’Arac può o non può svolgere una missione. Già eravamo molto dubbiosi sulla sua utilità, ora siamo certi che Arac avrà anche le mani legate. Il tutto al costo di un milione di euro l’anno.




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