Sanità, liste ancora troppo lunghe e poco coinvolgimento dei territori

sanitàPiù che un potenziamente, temiamo fortemente che l’evoluzione del sistema sociosanitario voluta da Maroni stia portando ad un indebolimento dei servizi territoriali e del servizio pubblico. E questo è molto grave.

A questi rischi si aggiunge la divisione non funzionale del personale tra ATS (affollate) e ASST (sguarnite); le liste d’attesa ancora troppo lunghe; la necessità di non escludere i territori nella programmazione dei piani aziendali (POAS).

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La riorganizzazione, a oltre un anno di distanza dall’approvazione della legge 23/2015, per un milione e mezzo di cittadini ossia i residenti della città di Milano e dei sei comuni del Nord Milano non è nemmeno ancora cominciata perché l’integrazione sociosanitaria non è ancora una realtà visto che i servizi territoriali fanno ancora capo all’ATS. La riforma sta infatti procedendo a pezzettini, con continui ritardi e improvvise frenate e a farne le spese sono come sempre i lombardi.

Sono quindi molti gli elementi non ancora a regime e le priorità su cui occorrerebbe investire al più presto, dal piano sociosanitario integrato, all’Osservatorio epidemiologico sino alla definizione del piano delle attività effettiva dell’Agenzia di controllo.

Sara Valmaggi e Carlo Borghetti, consiglieri regionali PD




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