Canton Ticino, Maroni decida: con i frontalieri o con la Lega dei Ticinesi

frontalieriUna mozione urgente per chiarire quanto prima i rapporti tra Lombardia e Canton Ticino dopo l’esito del referendum “Prima i nostri”. La presenteremo come Gruppo PD all’inizio della seduta di martedì 27 settembre.

Maroni, Salvini e la Lega Nord non sono esenti da colpe per quanto avvenuto domenica in Canton Ticino. Basti ricordare che solo lo scorso weekend sul palco di Pontida presenziavano tra tutti gli onori esponenti della Lega dei Ticinesi, tra i promotori del referendum.

In Consiglio regionale esiste una Commissione speciale che dovrebbe occuparsi dei rapporti tra le due regioni contermini: da quando è cambiato il presidente (un’alternanza in casa Lega tra l’attuale assessore Francesca Brianza e il consigliere Antonello Formenti), gli incontri si sono via via diradati fino a non riunirsi più dopo le vacanze estive. Eppure i temi non mancano, lo abbiamo visto anche stavolta.

Maroni e i suoi alleati hanno alimentato questa situazione e questo clima. Basti dire che, di fronte a quanto sta accadendo, il Consiglio regionale non ha mai incontrato le istituzioni ticinesi, se non una volta, appena insediato. Ma poi le cose sono cambiate e non ci siamo più confrontati. Forse dovremmo ripartire da qui. Ma Maroni deve decidersi: o con i frontalieri o con la Lega dei Ticinesi.

Con la mozione urgente chiediamo quindi alla Giunta e alla Commissione di fare il punto sulla garanzia delle condizioni di pari trattamento e sulla reale volontà di prosecuzione delle forme di collaborazione. L’elemento di distorsione del mercato del lavoro ticinese da contrastare è costituito dalla sperequazione salariale praticata dalle imprese locali ai danni dei lavoratori italiani. La Svizzera dovrebbe ricominciare da qui: ne va del bene anche dei suoi cittadini.

Nella seduta di martedì verrà anche tratta il tema del “cabotaggio”, ovvero del noleggio con conducente che in territorio ticinese ha forti limitazioni: anche di questo si parlerà nella seduta del Consiglio regionale di martedì. Cominciamo a mettere in chiaro questo: parlano tanto di mancanza di reciprocità, ma ecco un ambito in cui già manca e da parte loro. Proprio da qui partirà la battaglia contro qualsiasi forma di discriminazione possa palesarsi verso i lavoratori frontalieri.




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