Mobilità: provincia per provincia le nostre proposte e cosa abbiamo ottenuto

Voto contrario del PD al Piano regionale mobilità e trasporti (Prmt) discusso martedì 20 settembre in Consiglio regionale. Il documento, così come pensato dalla Giunta, si limita a elencare l’esistente senza indicare strategia, priorità e risorse.

IL VIDEO DELLA DIRETTA WEB

Nel nuovo programma regionale, aggiornato per la prima volta dal 1982,  ci sono autostrade pensate qualche decennio fa e che non sono più giustificate né dai flussi di traffico né dalle disponibilità economiche. La crisi ha cambiato tutto: in primis la capacità di investimento del pubblico, che non può affidarsi al “qualcuno pagherà” ma che deve fissare le priorità, investire le poche risorse che ci sono su interventi strategici e avere certezza della sostenibilità economica dell’opera.

I RISULTATI DEL SONDAGGIO SU PD LA TUA
LE PROPOSTE DEL PD

Mentre la Giunta Maroni progetta quindi nuove autostrade per 315 chilometri, rimangono irrisolti problemi reali quali il trasporto ferroviario e il trasporto interurbano che vengono lasciati a se stessi. Noi abbiamo lavorato affinché nel Piano venisse data più attenzione all’intermodalità ferro-gomma, con più parcheggi e punti di interscambio in prossimità delle stazioni, per accorciare il percorso con l’auto; alla mobilità condivisa, con incentivi a chi organizza il tragitto insieme ad altri, a chi va a piedi o in bici; e alla mobilità sostenibile, con investimenti nel metano, nell’elettrico e in tutto ciò che rende i veicoli meno inquinanti.

Ecco nel dettaglio le nostre richieste nelle diverse province:

Bergamo – Abbiamo ottenuto il prolungamento della Teb fino a Vertova e la sistemazione del casello A4 in uscita a Bergamo.

Brescia – Abbiamo presentato emendamenti e ordini del giorno, fra cui quelli sull’importanza strategica  della Tav Treviglio – Brescia – Verona. I nodi infrastrutturali e viabilistici da sciogliere in provincia di Brescia sono molteplici e rimangono ancora al palo. Pensiamo ad esempio al mancato finanziamento delle metropolitana e all’aeroporto di Montichiari il cui futuro rimane ancora incerto.

Como – L’Aula ha approvato un emendamento del Pd relativo al collegamento ferroviario tra Erba e Como. Abbiamo chiesto che vengano inserite corse che colleghino Erba e Como o in alternativa che si faccia in modo tale che le coincidenze della linea Asso – Milano e la linea Como – Lecco permettano di assicurare collegamento tra le due città.
È stato invece bocciato  un emendamento con il quale si chiede di realizzare il secondo lotto della tangenziale di Como, estraendo il piano dalla ipotetica autostrada Varese – Como – Lecco della quale chiediamo lo stralcio. Sempre su questo progetto l’Aula ha approvato un altro ordine del giorno del PD con il quale si chiede alla Regione di portare a termine il tracciato del secondo lotto della tangenziale coordinandosi con le amministrazione territoriali, e che CAL e Pedemontana formulino il nuovo piano finanziario relativo al primo lotto della tangenziale come richiesto dal ministro Delrio.

Cremona – Approvati emendamenti PD su raddoppi ferroviari in particolare quello relativo alla Codogno – Mantova e Cremona – Olmeneta.
Molto deboli gli obiettivi e i progetti che riguardano la navigabilità  del Fiume Po nonostante le promesse fatte da Maroni  e dall’assessore  Beccalossi  6 mesi fa a Cremona, davanti all’assemblea  di Confindustria  e successivamente al tavolo convocato ad hoc in Camera di commercio.

Lecco – Abbiamo ottenuto l’impegno per il cadenzamento delle corse, cioè un treno ogni mezzora, sulla linea Tirano-Lecco-Milano e per la velocizzazione della linea S7 Lecco-Molteno-Monza, con la realizzazione del doppio binario nelle stazioni di Sala al Barro e di Biassono. Sono due fatti importanti, che si aggiungono al risultato già ottenuto in commissione di prevedere un punto di comunicazione nella stazione di Olgiate Molgora, per evitare il blocco della linea come succede oggi in determinate circostanze.
Approvato anche l’ordine del giorno che chiede incentivi ai comuni per la realizzazione dei parcheggi di corrispondenza nelle stazioni.

Milano – Il Consiglio regionale ha respinto tre emendamenti e un ordine del giorno del PD che recepivano i contenuti del Patto per Milano, siglato martedì 13 settembre dal sindaco Sala e dal presidente del Consiglio Renzi. I tre emendamenti riguardavano il prolungamento della M1 ai quartieri di Baggio, Olmi e Valsesia, il recupero tecnologico della M2 e lo sviluppo delle metro tramvie urbane di Milano con il superamento tra l’altro delle barriere architettoniche, riprendendo il testo esatto dell’accordo tra Comune e Governo. La giunta regionale ha dato parere contrario e la maggioranza di centrodestra ha votato contro. È stato anche respinto l’ordine del giorno che impegnava la Giunta regionale a contribuire alla realizzazione degli obiettivi del Patto garantendo la copertura, dove necessario, delle quote di cofinanziamento per l’attuazione delle misure che promuovono l’utilizzo del trasporto pubblico locale.
Questa maggioranza non ritiene importante lo sforzo che sta facendo il Governo assieme a Milano per mettere in campo infrastrutture sostenibili ma  ha deciso che il terzo soggetto chiamato a concorrere per la riuscita di questo Patto si tirasse indietro contro gli interessi dei cittadini e dei territori.

Mantova – Approvato all’unanimità un ordine del giorno relativo al Destra Secchia che sconta un grave gap infrastrutturale. Il nostro documento impegna la Giunta regionale ad integrare il piano con interventi mirati relativi alle diverse modalità di trasporto che valorizzano il territorio dell’Oltrepo. Per Mantova sono una priorità la valorizzazione dei percorsi cicloturistici quali la VenTo, la Ostiglia–Treviso, la via Claudia Augusta; il potenziamento e la promozione della linea ferroviaria Suzzara–Poggio Rusco–Ferrara e dei collegamenti sulla linea Bologna -Verona; la promozione dell’intermodalità del Canal Bianco e in particolare dei porti di Valdaro, Governolo e Ostiglia e la realizzazione del raddoppio del ponte sul fiume Po tra Ostiglia e Revere.

Pavia – Regione Lombardia insiste e mantiene la Broni Mortara tra le opere da realizzare. Contro la Broni Mortara, e contro un piano che privilegia le autostrade agli interventi sul ferro e sul trasporto pubblico, il PD aveva presentato una serie di emendamenti, bocciati dalla maggioranza di centrodestra. Oltre ad essere inutile è anche dannosa: è un progetto vecchio, concepito facendo riferimento a incrementi di flussi di traffico che si è dimostrato non essersi verificati, e a condizioni economiche e finanziarie che non esistono più. Buona parte del territorio, anche con le associazioni degli agricoltori, si è già detta fortemente contraria, quindi non si capisce l’accanimento della Regione.
Ottenuto invece il raddoppio delle linee ferroviarie Mortara-Pavia e Stradella-Pavia, mentre non è passato il potenziamento della Codogno-Pavia.

Varese/Pedemontana – Si vaneggia di una ipotetica Varese-Como–Lecco, mentre è ancora incredibilmente incerto il futuro di Pedemontana, con un territorio ferito e i Comuni che devono lottare per vedersi riconosciute le opere di compensazione previste dagli accordi. Non si può continuare così, l’opera va completata almeno fino ad Agrate e va garantita urgentemente la sostenibilità finanziaria del progetto.




Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>