Slitta di nuovo il referendum sull’autonomia che fa paura a Maroni

referendumNon si stanca mai, il presidente Maroni, di parlare del “suo” referendum sull’autonomia della Lombardia. Ma appunto, solo di parlarne, perchè a fatti, invece, la situazione è molto diversa.

Maroni sa già da tempo che l’abbinamento tra il referendum costituzionale e quello regionale (chiesto a Renzi con lettera firmata insieme a Zaia del Veneto) non è tecnicamente possibile: l’ultimatum al governo è poco più di un siparietto che nasconde la paura folle del governatore di non raccogliere un’affluenza dignitosa per la consultazione leghista.

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La scorsa settimana la maggioranza di centrodestra, su proposta dell’assessore Garavaglia, ha anche votato lo slittamento dei termini per l’indizione della consultazione popolare da agosto 2016 a fine 2017. Questa è l’ulteriore prova che Maroni il referendum non lo vuole più fare.

Came PD abbiamo sempre detto che si tratta di una consultazione inutile, perchè il Governo si è già detto disponibile ad aprire il confronto. Ora basta perdite di tempo e svincoliamo i trenta milioni accantonati ad hoc e usiamoli per sostenere spese urgenti come il sostegno al trasporto pubblico locale e alle politiche sociali.

Enrico Brambilla, capogruppo PD

 

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