Un “palazzo” più trasparente, ma dobbiamo fare di più

affariÈ stata approvata oggi in Consiglio regionale (con il voto contrario del M5S e la non partecipazione al voto di Forza Italia) la legge per rendere trasparenti i rapporti tra rappresentanti di interessi, le cosiddette lobby e relativi lobbisti, con i legislatori regionali. Una legge fortemente voluta dal Pd che ha depositato la prima proposta di legge da cui è partito il processo legislativo (per saperne di più leggi qui).

Grazie a questa legge d’ora in poi tutti i rappresentanti di interessi che intendono intervenire per influenzare la formazione di leggi o decisioni del Consiglio regionale dovranno essere registrati in un elenco presso la presidenza del Consiglio e, una volta all’anno, entro il 28 febbraio, saranno tenuti a riferire i nomi dei consiglieri incontrati in Regione e per quale processo decisionale. La legge impegna anche la Giunta a dotarsi di un regolamento entro dodici mesi.

Prima della Lombardia, tra le Regioni italiane, solo Toscana, Abruzzo e Calabria si erano già dotate di una normativa relativa all’attività di lobbying.

Il nostro progetto originario era più ambizioso e questa non è la migliore delle leggi possibili, ma è un primo passo perché segna un punto di partenza importante nella direzione della trasparenza. Non ha intenti regolatori e deve fare i conti con la limitatezza della funzioni regionali in questo campo: non può infatti istituire un albo professionale. Promuove e valorizza la tracciabilità riabilitando, in questo senso, la politica di fronte all’opinione pubblica. La rappresentanza di tutti gli interessi e la loro partecipazione alla formazione del processo legislativo è fondamentale. Sulla partecipazione dovremmo muoverci con più coraggio a partire da progetti di legge già depositati da tempo da noi del Pd e da un gruppo di comuni del comasco: la partecipazione costruisce infatti percorsi di condivisione, accresce la cittadinanza ed è utile alla costruzione di consenso e condivisione per superare contrasti e conflitti.

L’assunzione della responsabilità della politica passa dalla messa in campo di azioni concrete. La buona politica ha il compito di avere un ruolo di mediazione tra tutti gli interessi legittimi e questa è una sfida importante per la Regione Lombardia, così duramente colpita, anche molto recentemente, da scandali legati al rapporto malato tra decisori e interessi economici di parte. La corruzione e la mancanza di trasparenza sono una malattia della nostra società e fanno perdere competitività al sistema.

Fabio Pizzul e Gian Antonio Girelli, consiglieri regionali PD




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