“Nidi gratis”: grazie al PD potranno aderire più comuni. Ma restano molte criticità

asiloGrazie al PD è arrivata dalla Giunta regionale un’apertura per ampliare l’accesso a “nidi gratis – la manovra voluta da Regione Lombardia per aiutare le famiglie con un reddito Isee inferiore ai 20 mila euro – ai Comuni oggi esclusi.
Ad aprire lo spiraglio l’assessore all Reddito d’autonomia e inclusione sociale, Francesca Brianza, che ha risposto in Aula a un’interrogazione a firma Sara Valmaggi (Pd), vicepresidente del Consiglio regionale.

Molti comuni ci hanno segnalato serie difficoltà ad accedere alla misura. Questo sopratutto perchè l’accesso era garantito solo ai municipi che non avevano aumentato le tariffe dei nidi dopo il 21 marzo scorso. Questo nonostante il fatto che la delibera è del 29 aprile e che quindi molti Comuni, non sapendo che sarebbe entrata in vigore questa restrinzione hanno ritoccato le tariffe dopo la data fissata.

Il risultato è stato che dei 550 comuni che hanno un nido solo 158 potessero accedere alla misura, entro la prima scadenza (31 maggio): due su tre non hanno potuto aderire. Alla seconda scadenza (30 giugno) hanno aderito altri 149 ma di questi non si sa ancora quanti potranno contare sulle risorse stanziate, con la chiara conseguenza di ridurre quasi all’insignificanza il numero di famiglie coinvolte. Questo perchè anche le famiglie che hanno i requisiti, che non hanno alcuna responsabilità nel risiedere in un Comune piuttosto che in un altro, non possono accedere al’agevolazione se i Comuni non rispettano i parametri regionali.

L’operazione nidi gratis non ha garantito insomma alcuna equità, creando forti sperequazioni fra cittadini di pari condizione economica ma residenti in diversi comuni e in alcuni casi anche fra concittadini. Il Comune di Lissone, ad esempio, ha segnalato che per il regolamento comunale possono accedere alla misura regionale i genitori dei bimbi iscritti al nido pubblico ma non alla sua sezione primavera e non a quelli privati convenzionati.

Oggi l’assessore Brianza ha anticipato che la nostra richiesta di maggiore flessibilità dei criteri per i Comuni che aderiranno alla manovra entro la terza scadenza (15 settembre) potrà essere accoltà. Ci auguriamo che almeno questo accada realmente. È doveroso per la Regione rimediare, almeno in extremis, a un’operazione flop che ha illuso tante famiglie.




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