La città metropolitana e la non-riforma della sanità

sanitàNelle nuove Asst della Città Metropolitana i nodi di una riforma regionale incompiuta vengono tutti al pettine. È emerso chiaramente dalle due audizioni, con la Asst Melegnano-Martesana e la Asst Rhodense, sollecitate dal Pd. Scopo dell’incontro era fare il punto, a quasi un anno dalla riforma voluta da Maroni, dell’attuazione dell’evoluzione del sistema sociosanitario sul territorio della Città Metropolitana.

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Per la Martesana resta il problema irrisolto della mancanza di personale, soprattutto infermieristico, in un presidio ad alta percentuale di lavoro interinale. Oggi abbiamo audito la RSU ma, soprattuto in previsione della stesura del piano organizzativo aziendale (POAS), è fondamentale conoscere le intenzioni dei vertici aziendali, per questo abbiamo fatto richiesta di audizione in Commissione del direttore generale della Asst. Inoltre ancora si risente, di una mancata chiarezza sull’identità dei singoli presidi oltre che di un indebolimento dei servizi territoriali: paradossale, dal momento che la riforma in teoria partiva proprio da quel principio.

Per quanto riguarda la Asst Rhodense, abbiamo apprezzato le rassicurazioni del dg audito sul sostegno a tutti i presidi, in particolare Garbagnate e Rho, da sviluppare entrambi in modo sinergico e non competitivo o, peggio ancora, a scapito di Rho. Sul POT di Bollate, poi, affinché non diventi solo un contenitore, serve avviare ora le funzioni identificate, con una offerta che può essere al servizio di un territorio più ampio, su scala metropolitana. Per Passirana apprezziamo l’idea di rafforzare la funzione di polo riabilitativo, soprattutto in chiave geriatrica, per un territorio più vasto di quello rhodense. Per quanto attiene le cure palliative, infine, va preservata e sostenuta la storia illustre sviluppata nel presidio di Garbagnate”.

I consiglieri Pd hanno assicurato da parte loro un monitoraggio particolare e costante sullo sviluppo delle aziende della Città Metropolitana e un’attenzione speciale ai nodi critici.

Sara Valmaggi e Carlo Borghetti, consiglieri regionale PD




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