La “macroregione alpina” parte dalle comuntà e guarda all’Europa

eusalpUn strategia macroregionale che coinvolge 7 Paesi e 48 Regioni, ma che deve partire dai territori e dalle loro più diversificate esigenze. E se le Alpi sono al centro di questo grande progetto, non sono meno importanti la pianura, le aree metropolitane, persino le coste e il mare.
È un programma ambizioso quello di Eusalp, la strategia macroregionale europea alpina, ma che può avere delle ottime gambe su cui procedere, se le regioni italiane continueranno a parlare tra di loro e con i livelli nazionali ed europei, e se i confini saranno sempre più aperti, anziché chiudersi. È quanto emerso dal convegno che il Gruppo regionale del Pd ha organizzato oggi, lunedì 2 maggio 2016, a Palazzo Pirelli, sul tema “Le Alpi in Europa – Eusalp e il ruolo delle Regioni italiane”. Sono intervenuti parlamentari nazionali ed europei e i rappresentanti delle sette regioni del nord.

“Tre sono le grandi priorità – ha ricordato Enrico Brambilla, capogruppo regionale del Pd –: la crescita, che significa soprattutto innovazione e ricerca; i collegamenti: infrastrutture materiali e immateriali; l’uso sostenibile delle risorse naturali e culturali dentro quest’area”. E c’è un tema politico: “La macroregione alpina europea ha svelato il bluff della macroregione del nord leghista, concentrandosi su obiettivi utili e concreti. Questo significa che la cornice di programma la offre l’Unione europea, aspetto positivo soprattutto per le perplessità che la Lega avanza rispetto al fatto di stare dentro l’Ue”, ha detto ancora Brambilla.

I veri dubbi e gli interrogativi sono semmai legati ad altro: “Serve una governance efficace e una cooperazione tra i vari livelli istituzionali e il ruolo fondamentale in questa strategia deve andare alle Regioni”. E soprattutto, attenzione a chi “si sta smarcando da questa cooperazione, come l’Austria che, al contrario, sta costruendo i muri”.

Al grido di allarme ha risposto l’europarlamentare Patrizia Toia, ricordando che “l’Austria è stata sopraffatta dai numeri”, ma anche che “è difficile chiamarsi fuori da una cooperazione che ha una fortissimo significato politico”. L’importanza politica di Eusalp va letta “nel fatto che si sia trattato di un accordo con l’Europa che nasce dal basso e dalla necessità di una coesione territoriale che è anche sociale, cioè inclusione”.

La Toia ha portato l’esempio della “cultura che può sviluppare dimensioni talmente ampie da legare Vienna e Milano, se, ad esempio, si parla del grande genere scenico dell’opera”. Mentre all’on. Chiara Braga, responsabile Ambiente del Pd nazionale, è spettato sottolineare proprio questi aspetti perché “le Alpi sono il più grande serbatoio di biodiversità. Ma nella macroregione vi è anche la pianura dove la principale sofferenza è l’inquinamento atmosferico. Quindi, l’implementazione delle politiche ambientali non può essere relegata dentro i confini dei territori bassi”.

Come prevede la risoluzione su Eusalp approvata alla Camera lo scorso anno, ha ricordato l’on. Marina Berlinghieri, dove si “parla di inquinamento, ma anche di digital divide” e che funziona, ha detto la parlamentare Pd, “se riusciamo a tener dentro le realtà molto piccole, ma anche le dimensioni macro, ad esempio le nuove aree vaste o le città metropolitane”.

Sempre con un occhio ai confini e ai rapporti internazionali, che in un caso specifico si trasformano “in guerriglia quotidiana a mero scopo di consenso elettorale”, ha fatto presente Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd, che a Como, ogni giorno, si trova a combattere con la controparte Canton Ticino per non veder discriminati i lavoratori frontalieri, gli artigiani, le imprese. “Con la Svizzera si stanno costruendo dei muri invisibili, rispetto ai quali la Lega Nord fa fatica a dare risposte, mentre la Lombardia deve porsi al centro di questo canale di collegamento”.

Che ruolo può avere, in tutto questo, il Partito democratico? “Dobbiamo continuare a scambiare queste buone pratiche tra di noi, sfruttando le spinte delle autonomie locali”, ha risposto Alessandro Alfieri, segretario regionale del Pd. Perché se nel “metodo è bene anche guardare a Roma, nel merito è buona cosa proseguire con le iniziative territoriali. E il Pd lombardo, in questo, si mette a disposizione”.




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