Per Maroni la famiglia si ferma a una scritta sul Pirellone

famigliaLa maggioranza di Maroni ha bocciato la mozione Pd che chiedeva il ripristino delle risorse dedicate alle famiglie per l’anno 2016 e la revisione strutturale di alcune misure a sostegno della maternità includendo nella platea tutte le famiglie dei minori sinora esclusi, come gli adottivi.

E’ del tutto evidente che Maroni non ha fiducia nella tenuta della sua stessa maggioranza: altrimenti come si spiega la scelta di mettere il voto segreto su un tema di questo tipo?

 

Questo veto rivela che sul tema della famiglia, nonostante le feste regionali e le scritte sul Pirellone, nella maggioranza ci sono sensibilità diverse e non c’è una politica chiara e definita.

Più grave ancora poi è il fatto che la legge di riforma sanitaria, come evidenziato ancora una volta dallo stesso Maroni, sia fondata su una norma finanziaria inesistente, su risparmi incerti, inappropriati e inadeguati. Solo 50 milioni di euro per il fondo famiglia regionale contro i 330 programmati.

Meno di 2 milioni nel 2015, e 860mila euro nel 2016, per i fondi Nasko e Cresco per la maternità che erano a 9 milioni nel 2012. Solo 54 milioni per il fondo sociale regionale che era di 70 milioni nel 2015. Zero euro alle famiglie con badante nel 2016 a fronte dei 700mila euro del 2015 (ancora da assegnare). Bonus bebè solo per i nati da ottobre a dicembre 2015 ed esclusi i figli adottivi. Non bastano le luci accese sul Pirellone a comporre la scritta “famiglia” per essere pro-family: servono politiche serie e risorse vere.

Con la nostra mozione invitavamo la Giunta sia a dare avvio ad atti di indirizzo già approvati sia a reindirizzare le politiche già in essere e a dare maggiore vigore alle politiche a sostegno di tutte le famiglie lombarde: invece sono emersi i nervi scoperti di chi dovrebbe governare questa Regione nell’interesse collettivo.

 

1 comment

  1. MA COSA VOLETE DA QUESTI INCAPACI DI GOVERNARE, RETTIFICO, SANNO GOVERNARE MOLTO BENE IL LORO ORTICELLO E QUELLO DEGLI AMICI.




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