La Lega si offende su Schengen e la maggioranza di Maroni evapora

pirelloneI nodi vengono al pettine anche in Lombardia: il centrodestra non è in grado di approvare una risoluzione sul programma europeo, figuriamoci di governare una città importante e complessa come Milano.

È ancora più evidente dopo la bocciutaura avvenuta martedì in Consiglio regionale del documento europeo che ogni anno la Lombardia è chiamata a votare: la risoluzione, proposta dalla maggiornaza, è stata bocciata perché i 14 voti a favore non sono stati sufficienti a superare i 13 voti contrari e le 17 astensioni. Lega fuori dall’Aula in polemica con il resto della maggioranza e con il presidente Cattaneo: il casus belli è stata la bocciatura – con voto segreto – di un emendamento leghista che chiedeva la possibilità di sospendere temporaneamente la libera circolazione nell’area Schengen.

Il metodo Lombardia non esiste, la coalizione di centrodestra è un ricordo del passato, un rudere politico che non ha più il collante per stare insieme e ancor meno per governare. Maroni se ne faccia una ragione.

Alessandro Alfieri, segretario regionale PD e Enrico Brambilla, capogruppo PD

 




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