Ora Maroni ha la “sua” Arac, ai cittadini restano i problemi

sanita-soldiL’Agenzia regionale anti corruzione, la tanto invocata Arac voluta da Maroni? E’ solo una foglia di fico con cui il presidente sta cercando di coprire i problemi causati dall’uomo a cui ha affidato la sanità lombarda (leggi di più sulla vicenda che ha portato all’arresto di Fabio Rizzi della Lega Nord).

Ovviamente non mettiamo in discussione il voler fare di più per lottare contro la corruzione, ma il metodo che si è scelto per farlo: quello approvato è un provvedimento mal fatto che rischia di alimentare solo un ulteriore terreno di confusione dove la corruzione attecchisce ancora meglio.

Per questo oggi, martedì 15 marzo, in Aula del Consiglio regionale abbiamo votato contro il provvedimento (passato con i soli voti della maggioranza) dopo avere anche presentato una pregiudiziale di incostituzionalità. Il risultato è che quella che si va ad istituire  è un’agenzia che va ad invadere prerogative e ruoli statali in mano all’ANAC e di cui non ravvisiamo neppure i sufficienti e necessari elementi di indipendenza. (Leggi anche le parole di Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anti corruzione)

I membri saranno nominati dallo stesso Maroni e saranno privi quindi di indipendenza gestionale e finanziaria, non potranno godere di un bilancio proprio e per ogni spesa si dovrà avere l’autorizzazione dal bilancio regionale.

Enrico Brambilla, capogruppo PD

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