Farmacie, se 1000 giorni di attesa vi sembrano pochi

(Articolo tratto dall’ultimo numero della nostra newsletter)

farmaciaEra il 18 ottobre 2012 quando il governo Monti approvò il decreto legge n. 179, noto come “Cresci Italia“. Tra le tante norme in esso contenuto una riguardava la possibilità di aprire nuove farmacie in zone e comuni ancora sprovvisti, e per questo le Regioni avrebbero dovuto aprire un bando.

La Lombardia, con l’efficienza che le è riconosciuta, aprì il bando l’8 novembre dello stesso anno per 343 nuove sedi farmaceutiche e, per poter fare le assegnazioni in tempi brevi, indicò il termine al 19 dicembre. Poco più di un mese bastò per far presentare 3.560 domande (di cui 1.570 in associazione, per un totale di 5.540 concorrenti). Un successo.

La commissione giudicatrice si insediò entro metà gennaio e da lì il buio. Tre anni non sono bastati all’efficiente macchina burocratica lombarda per assegnare le farmacie. Colpa dei ricorsi, si giustifica la Regione. Ma sono passati tre anni e il Gruppo Pd ha chiesto più volte informazioni ottenendo sempre risposte estremamente vaghe sui tempi necessari a chiudere la procedura.

«Sull’efficienza della Regione ne abbiamo sentite molte da Maroni e soci – commenta il consigliere regionale Carlo Borghetti -, ma mille giorni per assegnare un bando è un tempo incredibile. La Regione rivendica continuamente più autonomia ma dovrebbe anche saper dimostrare di saper fare bene ciò che gli compete. Tante attività imprenditoriali che potevano partire sono al palo, e con esse tanti farmacisti, soprattutto giovani, che attendono di poter aprire la loro farmacia. Insomma, da parte della Regione è un caso di inefficienza ingiustificabile».




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