Maggioranza sotto due volte: tutto bene presidente Maroni?

IMG_2313Doppio schiaffo alla Giunta Maroni sulle ronde padane e sull’uso improprio del Pirellone (come nel caso della scritta Family Day). Nel giro di mezz’ora, infatti, l’Aula ha bocciato una mozione che strumentalizzava il tema della sicurezza e chiedeva di riconoscere il ruolo delle associazioni che decidono di farsi carico del controllo del territorio. Approvata subito dopo, una mozione sostenuta dall’opposizione che stigmatizzava quanto accaduto durante i giorni precedenti il family day. D’ora in poi qualsiasi iniziativa che coinvolga il Pirellone dovrà essere condivisa da tutti.

Ecco cosa è successo sulle ronde:
Al centrodestra non riesce il tentativo di regolarizzare e legittimare le ronde dei cittadini per la sicurezza delle città. È stata infatti bocciata con 27 voti a favore contro 29 tra contrari e astensioni la mozione presentata dalla lista Maroni che chiedeva alla Regione di riconoscere il ruolo delle associazioni che decidono di farsi carico del controllo del territorio. Non è bastato l’intervento dell’assessore Bordonali, delegata alla sicurezza, che ha chiesto di modificare il testo aggiungendo tra gli impegni la consulenza e il supporto da parte della giunta regionale a queste associazioni. Come scritto nella mozione poi bocciata dall’aula, “l’impegno della popolazione per la garanzia della sicurezza e del benessere sociale debba essere incoraggiato, coordinato, guidato e non certo colpevolizzato come purtroppo è accaduto in passato”.
«Il centrodestra riesce a farsi male da solo – dichiarano i consiglieri regionali del Pd Fabio Pizzul e Marco Carra -. Quella mozione era sbagliata perché era l’ennesima strumentalizzazione dei temi della sicurezza, e sosteneva modalità che vanno oltre la gestione propria delle forze dell’ordine. Delegare a spesso presunti gruppi di volontariato il controllo del territorio è un modo per deresponsabilizzare i cittadini che andrebbero invece coinvolti in iniziative che aumentino le relazioni sociali e favoriscano un controllo sociale all’insegna del buon vicinato piuttosto che della presenza delle ronde. Così facendo il centrodestra aumenta la sensazione di insicurezza nei cittadini e oltretutto non rende ragione al vero volontariato, che si occupa di tanti settori e per questo è già opportunamente regolamentato».

Ecco cosa è successo sull’uso del Pirellone:
Il Consiglio regionale “punisce” la giunta Maroni per aver utilizzato Palazzo Pirelli senza chiedere l’autorizzazione al Consiglio regionale, di cui il palazzo è sede. È questo il significato dell’approvazione a voto segreto di una mozione del M5S, sostenuta anche da Pd e Patto Civico, con cui il Consiglio chiede alla giunta regionale non solo di “concordare con l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale qualsiasi iniziativa pubblica che coinvolga le strutture e gli uffici di Palazzo Pirelli”, ma anche di stabilire con opportuna norma che il Pirellone deve essere “lasciato nella piena disponibilità del Consiglio regionale”.
«Il Consiglio ha restituito a Maroni lo schiaffo subito con la scritta su Palazzo Pirelli – dichiarano la vicepresidente del Consiglio regionale Sara Valmaggi e il capogruppo democratico Enrico Brambilla -. Lo sfregio rimane, ma ora dovranno dare seguito alla mozione e un fatto come quello non dovrà più accadere. Certo, avremmo preferito se anche i partiti che sostengono Maroni avessero fatto sentire la loro voce anche prima e non si fossero dovuti risolvere ad esprimere il loro disappunto solo a voto segreto, ma almeno il risultato è indiscutibile: il Consiglio dice che Maroni ha sbagliato».




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