Referendum leghista: i risparmi non ci saranno, parola di regolamento

referendumIl PD ha espresso voto contrario al regolamento per l’uso del voto elettronico nello svolgimento del referendum consultivo sull’autonomia della Lombardia.

Non siamo contrari all’innovazione soprattutto se questa si traduce in semplificazione e risparmio, ma – nonostante quel che vogliono far credere Lega e Movimento 5 Stelle – paradossalmente la consultazione elettronica non comporterà alcun risparmio. Quello che si sta mettendo in atto è una solitaria fuga in avanti della Lombardia senza previo accordo con il Ministero dell’Interno e le Prefetture.

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Con questo regolamento, innanzitutto, sarà praticamente impossibile accorpare la consultazione elettronica con qualsiasi altro tipo di votazione cartacea, ovvero quella tradizionale nei seggi che abbiamo utilizzato fino ad oggi. Quindi ai 19 milioni (più iva) già previsti in delibera per l’acquisto dei dispositivi, per il personale e la sua formazione, bisogna aggiungere il costo per l’allestimento dei seggi e per tutte quelle operazioni che le consultazioni elettorali solitamente richiedono. Tutte da verificare le incombenze e i relativi costi in capo ai comuni.

La sperimentazione del voto elettronico sarebbe stata virtuosa se si fosse collocata in un percorso di respiro nazionale. Ad oggi, invece, si pensa solo a fare i primi della classe correndo il rischio di replicare il caso della Carta regionale dei servizi presentata come la grande innovazione made in Lombardia, e costata anche parecchi soldi, poi rivelatasi un’operazione fine a se stessa.

Fabio Pizzul e Alessandro Alfieri, consiglieri regionali PD




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