Mancati pagamenti per la mensa, la soluzione di maggioranza e M5S è la “schiscetta”

mensaLa maggioranza si allea con il Movimento 5 Stelle e insieme disconosco la mensa scolastica come momento di crescita educativa.
È successo martedì mattina in Consiglio regionale durante la discussione di un’interrogazione del PD e di due mozioni sul caso della mensa di Corsico e più in generale su questo tema (la morisità delle famiglie rispetto alle mense scolastiche) che sempre più comuni si trovano ad affrontare.

Uno il principio base che ha guidato il PD in questa discussione:  attivarsi per far pagare chi è realmente moroso, ma tutelare il diritto alla mensa, che rientra nel più ampio diritto allo studio, di chi non può davvero pagare il servizio.

La giunta ha sì assicurato che questi diritti esistono e dichiarato che Regione farà la sua parte, ma ha dato ragione al Comune e difeso a spada tratta l’operato del sindaco di Corsico. La maggioranza ha poi bocciato la mozione del Patto Civico in cui si chiedeva di non discriminare i bambini, soprattutto platealmente, di fronte agli altri compagni e invece approvato l’insensata mozione del M5s che suggerisce di lasciare libera scelta a coloro che il pranzo se lo vogliono portare da casa. Questo togliendo di fatto ogni responsabilità all’istituzione pubblica.

Ma Corsico è solo uno dei tanti casi, per questo bisogna trovare una soluzione generale al problema. È necessario ricorrere a tutti i mezzi possibili per riscuotere il dovuto da quelle famiglie che possono permetterselo, ma non lo hanno fatto. E i sistemi ci sono, come sanno gli amministratori e come dimostra l’operato di molte altre amministrazioni comunali anche territorialmente vicine al comune di Corsico. Ma è inaccettabile il ricatto morale nei confronti dei bambini e delle bambine, soprattutto in un momento in cui esercitano il loro diritto allo studio, dentro il quale c’è anche la refezione scolastica intesa come momento educativo.

Certo, il metodo non può essere quello di Corsico che ha proposto di non dare il pasto ai bambini di famiglie in ritardo con i pagamenti. La sacrosanta operazione di recupero delle quote non pagate è stata messa in atto senza andare a distinguere nel concreto le varie situazioni, ma in modo molto burocratico e questo si è riverberato sui bambini. Esistono sul territorio lombardo esperienze positive che hanno portato al recupero della morosità senza penalizzare i bambini e senza finire sui giornali. Un esempio? Il Comune di San Giuliano Milanese ha recuperato più di 600mila euro di arretrati, regolarizzando 200 situazioni e aiutando 87 famiglie senza lasciare nessuno senza pasto. Più che polemiche e interventi a effetto servirebbe equilibrio e concretezza. La Regione dovrebbe coordinare e diffondere le buone pratiche ed evitare le strumentalizzazioni che ricadono sui minori.

Per noi, per la nostra sensibilità e il nostro senso dei diritti e dei doveri, è un valore garantire a scuola quello che per alcuni bambini è l’unico pasto della giornata. Mentre lasciare una finta libera scelta come quella del “portare il pasto da casa” vuol dire solo lavarsi le mani di un problema sociale ben più grave che coinvolge, loro malgrado, i più piccoli. Significa non essere rispettosi dei più fragili.




Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>