Maroni azzera sport, cultura ed edilizia scolastica. Ma non la sua comunicazione

scuolaDote sport un fallimento. L’edilizia scolastica azzerata. Cultura, musei e cinematografia massacrati. Intanto la comunicazione istituzionale – quella che serve a propagandare l’attività di Maroni – rimane inalterata se non anche rimpinguata. Il quadro che emerge dal bilancio di previsione 2016-2018 per i capitoli di competenza della Commissione Cultura, istruzione, formazione, comunicazione e sport è desolante. E il Gruppo regionale del Pd ha deciso di votare contro il documento.

Abbiamo notato, sia sul 2015 che sul 2016, che l’autunno porta un vento di pessimismo con tagli da lacrime e sangue, salvo poi trasformarsi in ottimismo all’arrivo della primavera con voci rimpinguate nei bilanci di assestamento. Forse questo mutamento di umore e di risorse è possibile grazie alle buone notizie che arrivano dalle trattative con Roma. A meno che non sia un’operazione furba: prima si piange miseria e poi ci si vanta di aver fatto i miracoli. Chiederemmo maggiore equilibrio nei documenti finanziari e smaschereremo ogni giochetto.

EDILIZIA SCOLASTICA – I capitoli sull’edilizia scolastica sono stati letteralmente azzerati, forse perché qualcun altro ci sta mettendo mano grzie alle risorse che sta stanziando il Governo.
Azzerati anche i contributi a soggetti pubblici per il patrimonio ambientale e quelli per la riqualificazione e l’arredo, come pure la partecipazione a enti di spettacolo ed erano 5.511.026 euro. Tagliati i trasferimenti ai musei e alle fondazioni e al Fondo unico per il cinema.

DOTE SPORT – A fronte di 50-80 domande per Comune, ne sono state finanziate a fatica e con dispendio di soldi ed energia da parte delle amministrazioni, solo da 2 a 4. Sarà anche stata una sperimentazione, ma ha creato solo aspettative e conseguenti delusioni. A questo punto o si aumentano i soldi o si restringono i criteri, se no è meglio abolirla.

SCUOLE PARITARIE – Da un lato ci rallegriamo per il reintegro dei 4 milioni di euro per le scuole dell’infanzia paritarie, che passano così a 8 totali, dall’altro ci è spiaciuto come si è svolto il dibattito su questo argomento sui mass media, quasi che discuterne nelle aule del Consiglio sia del tutto inutile. Anzi, qualche consigliere di maggioranza ha proprio dichiarato ai giornali che gli emendamenti non servono a nulla, e di fatto la Giunta poco dopo ha reintegrato il maltolto. Allora i documenti ufficiali a cosa servono? Ci auguriamo per il futuro più rispetto nei passaggi istituzionali e nei confronti dell’opposizione accusata solo di fare tanto rumore per nulla.

E di fronte a tutto questo, cosa spicca? La voce relativa alle azioni di comunicazione istituzionale, sostanzialmente quelle che vogliono pubblicizzare le attività e il governo di Maroni, non sono state per nulla intaccate, anzi, per una sistematizzazione dei capitoli, vedono un aumento di 500.000 euro.

Fabio Pizzul e Jacopo Scandella, consiglieri regionali PD




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