Sanità, le proposte del PD per “salvare” le maggiori aziende ospedaliere

medicina

Il Partito Democratico ha presentato, a chiusura del ciclo di incontri con le rappresentanza territoriali, le proposte di modifica della riorganizzazione degli ospedali lombardi. Al centro dei documenti, in primis, il mantenimento delle maggiori aziende ospedaliere (Niguarda, Spedali Civili di Brescia, Papa Giovanni XIII di Bergamo, San Gerardo di Monza, Ospedale di Circolo di Varese), che secondo la riforma voluta da Maroni e approvata il 5 agosto scorso sono destinate a scomparire per essere integrate nelle più vaste Aziende socio sanitarie territoriali (ASST). Una delle condizioni che l’opposizione pose, in fase di approvazione della legge regionale, per togliere il macigno dell’ostruzionismo, fu proprio quella di definire un periodo di tre mesi per valutare una modifica del nuovo assetto. Le proposte del Pd saranno messe ai voti nella seduta di commissione di mercoledì mattina e se saranno accolte dovranno passare dal voto dell’Aula.

Oltre a mantenere in vita le aziende ospedaliere, un istituto che esiste in tutta Italia, il PD chiede di suddividere i poliambulatori ex ICP tra l’ASST Nord Milano, a cui la riforma li assegna in toto, e l’ASST Santi Paolo e Carlo (che comprende le attuali AO San Paolo e San Carlo Borromeo), di portare Paderno Dugnano dall’ASST Rhodense a quella Nord Milano, di mantenere Angera (VA) con il resto dell’ex distretto Asl a cui appartiene all’interno dell’ASST dei Sette Laghi.

Infine, tre sono le proposte alternative per il territorio della Brianza: in primis il mantenimento dell’AO del San Gerardo di Monza, con il resto del territorio brianzolo in un’unica ASST; qualora questo non fosse possibile, il Pd chiede di ridefinire l’ASST di Monza, che comprenderebbe solo i comuni limitrofi al capoluogo, e di riunire il resto del territorio nell’ASST di Desio e Vimercate, oppure di riunificare tutto il territorio provinciale in un’unica ASST.




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