Sanità: contrari al testo, ma fondamentali i miglioramenti portati dalle opposizioni

ticket_forbici_nuovoMeno ticket, più controlli, manager non più politicizzati, ruolo dei comuni nella programmazione dei servizi. Sono tra i risultati che le opposizioni hanno ottenuto sul tavolo della trattativa aperta con Maroni e la sua maggioranza dopo aver intrapreso insieme la linea dura sulla riforma della governance della sanità, con oltre 24mila ordini del giorno e quasi tremila emendamenti.

Ticket, un risultato atteso da anni e raggiunto dalle opposizioni al tavolo di confronto

IL NOSTRO VOTO CONTRARIO – VIDEO

Rimane però la contrarietà sull’impianto generale della legge e sulla modalità con cui è stato condotto il dibattito fino ai lavori d’Aula. Permane quindi il giudizio finale negativo, ma quanto ottenuto è indubbiamente un successo di Pd, M5S e Patto Civico nell’interesse dei cittadini. Da qui la decisione di cessare l’ostruzionismo e di mantenere gli emendamenti e gli ordini del giorno di merito, che caratterizzano la visione dei tre gruppi rispetto alla riforma voluta da Maroni.

Per Umberto Ambrosoli «è stato fatto tutto il possibile per cercare di migliorare il testo della riforma, ma non è bastato l’ostruzionismo di questi giorni e la compattezza della opposizione per riuscirci. È un vero peccato che 17 miliardi di spesa, tanti sono gli impegni finanziari mobilitati da Legge, siano spesi senza una programmazione dettagliata e una visione d’insieme. Prova ne sia la confusione che ancora permane sulla costituzione di un Polo pediatrico specialistico, in cui si affastellano proposte, e si lasciano fuori eccellenze come il Policlinico. La fretta è sempre cattiva consigliera. E purtroppo lo è stata anche per questa impuntatura a voler per forza chiudere una riforma così importante in questi giorni di prevacanza. Lo sanno anche quelli della maggioranza a tal punto che nessuno ha più il coraggio di chiamare questa legge una riforma, dicono che è una evoluzione. Ma così rischia di essere una involuzione. Per questo il Patto Civico voterà contro».

«Essere riusciti a rendere più equi i ticket su visite ed esami è per noi un grande successo. Siamo anche riusciti a mettere delle barriere al malaffare in sanità e garanzie importanti per la qualità del servizio, oltre ad aver rafforzato la prevenzione e introdotto premialità per chi effettua le cure nel modo migliore. Rimane però una legge a metà, che manca di pezzi importanti a partire da una vera visione sulla rete ospedaliera. E sulle aggregazioni hanno prevalso le logiche spartitorie dei potentati locali, piuttosto che criteri di merito nell’interesse dei cittadini», dichiarano Carlo Borghetti e Sara Valmaggi, del Pd.

Dario Violi, capogruppo del M5S Lombardia, commenta: «Tra i risultati tangibili ottenuti nel confronto con la maggioranza, nell’ambito delle proposte del M5S, la stabilizzazione dei precari e un’agenzia di controllo che possa finalmente mettere la parola fine al pantano degli scandali che affogano la Sanità lombarda. La soluzione trovata, con una agenzia nelle mani delle opposizioni, potrà prevenire casi come il Santa Rita e il San Raffaele che, oltre allo sperpero di denaro pubblico, hanno coinvolto i cittadini in casi gravissimi di malasanità. Non da ultimo abbiamo corretto un articolo della legge che avrebbe dato il via libera a finanziamenti indiscriminati al privato. Questa riforma comunque non migliora il sistema perché va solo nella direzione del finanziamento ai privati: per il M5S la Sanità deve essere realmente pubblica come dice l’articolo 32 della Costituzione».




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