Depurazione acque, la Lombardia rischia multe pesantissime

depuratoreAnche la Lombardia rischia di dover rispondere davanti alla Corte di giustizia europea per la mancanza di sistemi per un adeguato trattamento delle acque reflue. La Commissione europea ha inviato proprio oggi a Roma un parere motivato – ultimo passo della procedura d’infrazione prima del deferimento alla Corte – in cui chiede all’Italia, e ai suoi enti locali, di adottare al più presto adeguate misure per porre rimedio a questa situazione. Altrimenti a pronunciarsi sulla vicenda sarà la Corte.

Nel 2014 in Lombardia abbiamo 114 agglomerati, composti da 10 o più Comuni, in infrazione che hanno già subito la prima segnalazione da parte dell’Europa. Inoltre, ci sono 14 agglomerati che hanno, invece, già subito la prima condanna della Corte europea e alla seconda si paga: si parla anche di 10 milioni di euro, non spiccioli. Su questi temi abbiamo appena organizzato una serie di incontri con gli amministratori locali sul territorio, proprio in occasione della Giornata mondiale dell’acqua. I dati lombardi sono davvero rilevanti: in regione ci sono 800 depuratori, la gran parte non adeguata e obsoleta.

La soluzione del Pd è chiara: occorre un piano di intervento che si può attuare solo attraverso i piani d’ambito e quindi una corretta gestione del servizio idrico integrato. Il problema nasce con la normativa europea del 1991, recepita dall’Italia nel 1999, cioè ben 8 anni dopo, e dalla Lombardia solo con la legge 26 del 2003, quindi con un ritardo di ulteriori 4 anni. La norma Ue di 24 anni fa diceva che bisognava evitare almeno il 75% dei carichi inquinanti, rappresentati da fosforo e azoto, per impedire che entrassero nei corsi d’acqua.

Invece sia l’Italia che la Lombardia sono in pesante ritardo e ora la questione si può risolvere solo con un servizio idrico integrato veramente efficiente che si può ottenere con l’approvazione dei piani d’ambito e il loro finanziamento. Il nostro appello alla Regione è che deve fare la sua parte anche su questa materia così importante: ricordiamoci che i soldi per le multe da infrazione sono talmente tanti che basterebbero per realizzare tutte le infrastrutture. E il rischio è che a pagare alla fine sia sempre il cittadino.

I passi sono, dunque, due e da compiere subito: sollecitare tutti gli Ato lombardi a chiudere il percorso, finora estremamente lento, per l’organizzazione del servizio idrico integrato e, contemporaneamente, trovare la maniera in cui Regione Lombardia possa fare da garante con la Banca centrale europea per ottenere i finanziamenti necessari ad adeguare i depuratori, perché da soli gli ambiti non ci riusciranno.

Laura Barzaghi, consigliere regionale PD




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