Legge sui luoghi di culto, chiediamo al Governo di impugnarla

moscheaPD e Patto Civico in Consiglio regionale hanno presentato un’istanza al Governo per sollecitare un’azione avanti alla Corte costituzionale, ai sensi dell’articolo 127 della Costituzione, contro la legge regionale sui luoghi di culto. Il documento, che evidenzia i numerosi profili di illegittimità della normativa, è stato predisposto dal giurista Alberto Fossati, docente di Diritto pubblico e legislazione sociale presso l’Università Cattolica di Milano.

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Presentiamo un esposto con cui chiediamo al Governo di impugnare questa legge, già demolita dagli uffici legislativi regionali e contestata da tutte le comunità religiose ascoltate in commissione. La norma viola il principio della libertà di culto, sancito dalla Costituzione. Agli oltre 400 mila musulmani che vivono, studiano e lavorano in Lombardia si nega un luogo dignitoso dove pregare, relegandoli nell’informalità di scantinati e garage. Un atteggiamento non solo inaccettabile per un Paese civile, ma anche contrario a qualsiasi necessità di sicurezza. Cavalcare un fenomeno anziché governarlo paga probabilmente dal punto di vista elettorale, ma è pericoloso e genera mostri.
Ancora oggi arriva la notizia di una legge regionale della Lombardia impugnata dal Governo. La Regione guidata dalla Lega sta producendo leggi palesemente inutili o palesemente anticostituzionali e non affronta i grandi temi che stanno a cuore ai lombardi, a partire dalla riforma della sanità. Siamo certi che questa legge sarà impugnata dal Governo, forse già la prossima settimana. Facciamo istanza non perché avessimo dubbi ma perché ci offre la possibilità di stare in giudizio presso la Corte.
È ormai evidente che questa maggioranza svilisce il senso del regionalismo, producendo continuamente leggi nella piena consapevolezza della loro anticostituzionalità e di conseguenza contenziosi di fronte alla Corte costituzionale. Non è certo questo il ruolo del Consiglio regionale. E non è violando i principi condivisi della Carta che si tutela la sicurezza. Al contrario, per farlo occorre proprio garantire l’esercizio dei diritti fondamentali. Come opposizione, intendiamo utilizzare tutti gli strumenti che l’ordinamento ci riconosce per contrastare questo modo inopportuno di intendere il potere legislativo. E l’istanza ci consentirà di  svolgere il nostro ruolo anche in sede giurisdizionale.

Lucia Castellano, Umberto Ambrosoli ed Enrico Brambilla




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