Il referendum di Maroni è inutile: M5S non faccia da stampella in Aula

referendum_slide_4Maroni insegue bandierine ideologiche, ma siamo ormai ai saldi di fine stagione. Sul referendum era partito con l’indipendenza della Padania, poi è passato al referendum sullo Statuto speciale, ora siamo a un referendum inutile per chiedere ciò che la Costituzione già prevede, cioè il trasferimento di competenze in più alle singole regioni (art. 116, comma 3). Si può già fare senza spendere 30 milioni di euro.
Voteremo “no” in Consiglio regionale e invitiamo anche ai consiglieri del Movimento 5 Stelle a non fare da stampella a Maroni e non concedere i propri voti, necessari per ottenere la maggioranza qualificata che occorre per indire il referendum (54 voti, la maggioranza al completo si ferma a 49).

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Maroni è spaventato dal voto di martedì in Aula e infatti, usando un trucchetto, vuole ricorrere al voto palese perché ha paura di qualche scherzo dei suoi (noi chiederemo comunque il voto segreto). Stupisce molto l’atteggiamento del Movimento 5 Stelle: noi vogliamo abbreviare la legislatura regionale e faremo di tutto per mandare Maroni a casa prima del tempo. Loro si apprestano a fargli da stampella. Scriveremo a Beppe Grillo per sapere se è d’accordo con la scelta dei suoi consiglieri in Regione Lombardia.
Diremo no a un referendum inutile che tra l’altro non prevede nemmeno la definizione delle materie su cui si vorrebbe ottenere maggiore autonomia. I cinquestelle sono pronti a barattare il loro voto favorevole con il via libera al voto elettronico, ma non si illudano: con queste procedure non c’è tempo e non c’è modo affinché si possa utilizzarlo già in primavera. Se Maroni avrà il via libera al referendum si voterà in modo tradizionale, con i relativi costi.

Martedì abbiamo la possibilità di mostrare la debolezza della maggioranza di Maroni facendo mancare loro i 54 voti per questo referendum. Ai lombardi daremo un’alternativa: presenteremo un ordine del giorno che indica il percorso, con tempi più brevi, senza spendere milioni di euro, con maggiore partecipazione dei comuni, per ottenere il trasferimento di maggiori competenze come la Costituzione prevede.
Il tema dell’autonomia è un tema fondamentale per il nostro territorio, lo sappiamo bene. A Maroni invece interessa solo a parole: anche sul tema degli enti di area vasta, che hanno sostituito le Province, la Regione deve dare risposte chiare. Siamo contrari alla logica del dare i soldi con il contagocce per tenere gli amministratori sotto scacco. Se Maroni non è in grado di dare certezze, credo che i presidenti degli enti di area vasta farebbero bene a restituire le funzioni che la Regione gli ha delegato, con il relativo personale. Se si chiede l’autonomia bisogna praticarla nei fatti.

Alessandro Alfieri, segretario regionale del Pd e Enrico Brambilla, capogruppo in Regione

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