Niente “statuto speciale”, ma restano i 30 milioni di euro che Maroni vuole sprecare

Scompare lo statuto speciale, resta il referendum che nella formulazione approvata in Commissione è il segno tangibile della debolezza politica di Maroni. Il Movimento 5 Stelle si è astenuto mentre Pd e Patto civico hanno espresso voto contrario.
Il quesito ha cambiato totalmente la sua natura: nel testo non si parla più di Statuto speciale per la Lombardia, formulazione che usciva dal seminato costituzionale, ma ripropone un regionalismo differenziato, materia di discussione e di condivisione tra i partiti già dall’ottava legislatura. Nulla di nuovo quindi in Regione ma solo oneri per l’amministrazione regionale: ben 30 milioni di euro che Maroni vuole sprecare pur di salvarsi la faccia con il proprio elettorato.

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Il testo che arriverà in Aula il prossimo 17 febbraio è poco più che acqua fresca. Parliamo di un quesito generico e indeterminato nel quale non vengono nemmeno indicate le singole materie su cui i Lombardi dovrebbero esprimere la loro opinione. Comunque al di là del merito, sul trasferimento delle competenze statali potremmo anche essere d’accordo, ma questa della Lega è un’operazione che sa troppo di propaganda e non avrà alcun effetto nel concreto.

Alessandro Alfieri e Fabio Pizzul, consiglieri regionali Pd

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