Casa: dall’emergenza alla riforma della legge regionale. Sintesi del convegno

OLYMPUS DIGITAL CAMERADall’emergenza casa alla riforma della legge regionale 27”: questo il titolo del convegno tenutosi questo pomeriggio a Palazzo Pirelli ed organizzato dal Gruppo Pd in Regione. E’ stata l’occasione per confrontarsi sul problema delle occupazioni abusive, della riforma delle graduatorie e dell’assegnazione degli alloggi popolari con chi si occupa quotidianamente della materia e quindi con le istituzioni e i soggetti economici e sociali operanti nell’edilizia residenziale sociale, pubblica e privata dell’emergenza abitativa. Sono intervenuti infatti Paola Bulbarelli, assessore regionale alla casa, di Daniela Benelli e Marco Fenaroli, rispettivamente assessori alla casa del comune di Milano e Brescia, di Gian Valerio Lombardi, presidente di Aler Milano, di Sergio Urbani, condirettore generale CDP Investire Immobiliare SGR e del direttore lega coop abitanti Maurizio Castelnovo. Partendo dall’attualità e dai continui scontri registrati in queste ultime settimane nella città di Milano, si è voluto fare il punto sullo stato dell’arte della riforma della legge regionale 27 del 2009 in materia di edilizia residenziale pubblica.
“Il contesto attuale – dichiara il consigliere regionale del Pd Onoro Rosati, promotore dell’iniziativa – dimostra chiaramente il fallimento della Legge Regionale 27/2007 sui canoni, che non solo non ha affrontato realisticamente il problema delle risorse ma si è basata sulla previsione errata che si potessero garantire ai gestori i soldi necessari alle manutenzioni straordinarie e al mantenimento del patrimonio pubblico aumentando i canoni agli inquilini delle case popolari. In questo contesto ci sono precise responsabilità politiche di chi ha governato la Lombardia nel recente passato – spiega -: la Regione non è stata capace negli anni di intervenire tempestivamente ed efficacemente per contrastare ed evitare la grave crisi economica e finanziaria che ha coinvolto Aler Milano, e solo nel luglio 2014 la Giunta si è dotata del Prerp, fondamentale strumento di programmazione delle politiche abitative”.

Il dibattito si è concentrato principalmente sulle sfide future e precisamente sul testo di riforma della legge regionale 27 che, come già annunciato dall’assessore Bulbarelli, arriverà in Giunta il prossimo 19 dicembre. Per il Pd coi sono precisi criteri che non potranno prescindere dall’articolato. “Fondamentale sarà distinguere le competenze tra Regione e Comuni – spiega l’esponente del Pd -: noi riteniamo che alla Giunta debbano essere assegnate le funzioni di carattere unitario, quali il coordinamento e la vigilanza delle Aler e la disciplina dei servizi di edilizia residenziale sociale. Ai Comuni, invece, spetta l’individuazione delle tipologie di intervento necessarie a soddisfare i fabbisogni abitativi a livello territoriale; le funzioni relative all’assegnazione degli alloggi sociali e la verifica del possesso dei requisiti degli assegnatari; nonché l’accertamento dei requisiti dei beneficiari di finanziamenti pubblici. Un secondo principio importante è quello che prevede che il servizio di edilizia residenziale pubblica sociale, essendo indirizzato alle famiglie indigenti, venga erogato sino a quando permane la condizione di disagio economico. E quindi non per sempre – precisa Rosati -. Per gli assegnatari che si ritrovano nella fascia di decadenza, occorrerà disciplinare la mobilità ad altre tipologie di canone che siano in linea con le mutate e migliorate condizioni economiche e quindi prevedere canone moderato, convenzionato o con patto di futura vendita. Rispetto al canone sociale (e alle spese sostenute per i servizi) che dovrebbe compensare i costi di gestione, la manutenzione degli alloggi, e gli oneri fiscali, crediamo debba essere previsto un sostegno pubblico o addirittura di esenzione per gli assegnatari delle fasce di reddito basse. Un sostegno pubblico che servirà a coprire la differenza tra il canone applicato e il canone minimo per la prestazione del servizio e quindi indispensabile per garantire la sostenibilità economica e sociale del sistema regionale di edilizia residenziale pubblica insieme a misure strutturali di equilibrio finanziario e di maggiore efficienza della gestione aziendale. Sarà fondamentale in questo quadro che i Comuni mettano in campo controlli rigorosi, anche incrociati con le banche dati delle Pubbliche amministrazioni, per verificare le effettive condizioni economico – sociali degli assegnatari”.

Per quanto riguarda la selezione dei nuovi inquilini, per Rosati “fondamentale sarà garantire un adeguato mix sociale, etnico e generazionale tra gli abitanti in modo da evitare gli effetti ghettizzazione, quali quelli oggi esistenti in molti quartieri. Così come si dovrebbe puntare alla valorizzazione degli spazi non residenziali che spesso rappresentano solo un costo, mentre potrebbero essere utilizzati affittandoli per attività sociali o imprenditoriali, così da favorire il necessario mix funzionale dei quartieri. E’ necessario evitare la svendita del patrimonio, considerando tra l’altro la crisi delle compravendite immobiliari, ma occorre prevedere forme diverse di valorizzazione economica, quali locazione a canone concordato, a canone convenzionato con patto di futura vendita, locazione a soggetti senza scopi di lucro, con finalità sociali, locazione ad usi non residenziale, al fine di promuovere l’avvio di nuove attività economiche”.




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