Negozi, domeniche sì o domeniche no? Il video della diretta web

Aperture domenicali dei negozi: un tema di stretta attualità su cui stiamo lavorando sia in Parlamento che in Consiglio Regionale. Ne abbiamo parlato in diretta web su www.blogdem.it con Fabio Pizzul, il deputato Angelo Senaldi (in collegamento da Roma) e i consiglieri regionali Onorio Rosati e Mario Barboni (componenti della Commissione attività produttive).
GUARDA ANCHE: Senaldi spiega in pochi minuti la riforma in discussione in Parlamento

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13 comments

  1. Un piccolo negozio non può stare aperto anche la domenica, non può. Ma se non lo fa, i supermercati vinceranno su tutta la linea. Non è giusto

  2. Qualche anno fa ho firmato l’appello delle ACLI per la chiusura degli esercizi commerciali la Domenica. Poi ci sono i puzzoni del lavoro frenetico che dicono che possono solo la domenica (società frenetica e senza anima). Al di là di questo ci sono problemi oggettivi. Come si può quindi temperare l’esigenza di avere una società e dei cittadini con un minimo di qualità della vita decente e l’esigenza di fare compere anche in giorni festivi? Magari calmierando le aperture domenicali?

  3. commessa no commossa 1 ottobre 2014 at 09:30 -

    Lavoro come cassiera in un centro commerciale. Mi piacerebbe stare la domenica con i miei figli che fanno le elementari. In questo giorno avremmo la possibilità di stare un po’ insieme, circostanza che visti i miei impegni lavorativi e i loro scolastici non possiamo avere durante la settimana. Questo, però stà avvenendo sempre meno, in quanto spesso la domenica mi tocca lavorare e il giorno di riposo me lo piazzano il lunedì o in un altro giorno feriale quando loro sono a Scuola. Sono molto preoccupata perchè penso di togliere qualcosa a loro… del resto senza stipendio toglierei molto di più….

  4. Cambia il mondo dei lavoratori, i negozianti non possono pensare di rimanere fermi a quando la casalinga poteva far la spesa a metà mattina. Il mondo cambia e bisogna evolversi. Oppure si chiude

  5. Alex frosinone 1 ottobre 2014 at 13:02 -

    12 ore al giorno ( 09-21 ) sono già tante per fare shopping. Aperture domenicali tanto inutili quanto dannose!

  6. Fermo restando che chi lavora durante le festività o la sera dovrebbe guadagnare di più e avere altri giorni liberi, cosa che purtroppo non succede sempre, penso che non solo i centri commerciali e i negozio dovrebbero essere aperti la sera e nei week end ma anche molti servizi. Ovviamente soprattutto nelle grande città. Altra cosa sono le feste comandate.

  7. Alex frosinone 1 ottobre 2014 at 13:38 -

    LA DOMENICA è in rosso sul calendario. E la famiglia e i veri valori vanno sempre messi al primo posto…se poi ti senti annoiato la domenica e la sera procurati un hobby

  8. Chiaro, e’ comodo dire per chi non ha mai provato a lavorare la domenica o durante le festività che bisogna adattarsi ai consumi. NO, il consumo e’ sempre quello, e il consumatore deve adattarsi, soprattutto all’idea che ci sono persone come lui che vogliono avere anche una vita, ogni tanto. Altrimenti tutti dovrebbero lavorare e la domenica non dovrebbe piu esistere per nessuno. Punto.

  9. Da cassiera di un noto marchio internazionale dico che la parola stessa definisce ciò di cui il settore si occupa: consumismo! Sono in pochi quelli che realmente fanno la spesa la domenica, i più entrano e girano giusto per impiegare il tempo, molto spesso con i figli piccoli al seguito arrivano in cassa con una spesa di 5/6 euro. La cosa che fa più effetto é che arrivano vestiti “da festa” abitino scarpa ed accessori giusti, per poi “sfilare” per le corsie dell’iper, e intanto io penso a mio figlio piccolo a casa che mi cerca e piange

  10. In italia ci sono lavoratori di serie a b c. I soldi sono uguali nella forma mano nella sostanza…

  11. In Italia ci sono lavoratori di serie a b c. I soldi sono uguali nella forma ma diversi nella distribuzione…

  12. QUESTO IL MIO INTERVENTO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI :

    Audizione Camera dei Deputati 1° ottobre 2014

    GENTILE COMMISSIONE,MI CHIAMO GIULIA D’AMBROSIO ED IN QUALITÀ DI PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE COMMERCIOATTIVO,RAPPRESENTO QUI LA VOCE DEI PICCOLI ESERCENTI DEL MOLISE, UNA PICCOLA REGIONE DEL CENTRO-SUD CON 320.000 ABITANTI DIVISA IN 136 PICCOLI COMUNI. IN ITALIA ESISTONO 8094 COMUNI DI CUI IL 70% AL DI SOTTO DEI 5000 ABITANTI. VALLE D’AOSTA(98,6%), MOLISE(91,9%)E ALTO ADIGE(90,1%).2047 COMUNI POSSIEDONO AREE NATURALI PROTETTE. NEI PICCOLI COMUNI LAVORANO 400.000 IMPRESE AGRICOLE IMPEGNATE NELLE COLTURE TRADIZIONALI,NEL MANTENIMENTO DELLE TIPICITÀ ALIMENTARI E NELLA TUTELA DEL TERRITORIO. LE FAMOSE “CATTEDRALI NEL DESERTO” COLLOCATE PER LO PIÙ NEI PUNTI STRATEGICI E NEI MAGGIORI SNODI STRADALI,CORREDATI DA MEGA PARCHEGGI, HANNO LETTERALMENTE STRAVOLTO IL COMMERCIO DI PROSSIMITÀ FAGOCITANDO MIGLIAIA DI PICCOLE IMPRESE COMMERCIALI(CIRCA 26.000 LE CHIUSURE DI ATTIVITÀ NEL SOLO 2014). LA LIBERALIZZAZIONE DEGLI ORARI DEL COMMERCIO HA AVUTO EFFETTI DEVASTANTI NON SOLO NEI CENTRI URBANI DI TUTTA L’ITALIA DESERTIFICANDOLI, MA SOPRATTUTTO NELLE AREE INTERNE E IN QUEI PICCOLI COMUNI ORMAI PRIVI DI ATTIVITÀ ECONOMICHE CHE POSSANO SUPPORTARE LA SOPRAVVIVENZA DELLE COMUNITÀ CHE IN ESSI VIVONO.RESTANO I VECCHI, AUMENTANO I DISSERVIZI E I DISAGI E SI ASSISTE ALLA DIASPORA DEI GIOVANI IN CERCA DI LAVORO ,NON SOLO VERSO I CENTRI PIÙ GRANDI, MA SEMPRE PIÙ SPESSO VERSO PAESI STRANIERI. VIENE MINACCIATO UN INTERO TESSUTO IMPRENDITORIALE CHE ANDREBBE SOSTENUTO IN QUANTO CAPACE DI VALORIZZARE UNA STRAORDINARIA RISORSA IN GRADO DI TRASFORMARSI IN FORZA ECONOMICA E SOCIALE PER UNA NUOVA FASE DI SVILUPPO.LA COMPLETA LIBERALIZZAZIONE NON ATTUATA NEGLI ALTRI PAESI D’EUROPA AGEVOLA DI FATTO LA GRANDE DISTRIBUZIONE,FAVORISCE LO SMERCIO DI PRODOTTI ESTERI A DANNO DEL PRODOTTO NAZIONALE,CONCENTRA LA RICCHEZZA NELLE MANI DELLE GRANDI LOBBY DEL COMMERCIO SPESSO DI ALTRE NAZIONALITÀ. SU OGNI PICCOLO ESERCIZIO RUOTANO TANTE FIGURE CHE NON SONO RAPPRESENTATE SOLO DA TITOLARI E DIPENDENTI, MA ANCHE DA TUTTE QUELLE PROFESSIONI, MESSE FORTEMENTE IN CRISI, COME I COMMERCIALISTI,I TRASPORTATORI,GLI ARTIGIANI E LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, PRODUTTRICI DEL MADE IN ITALY, NOSTRE FORNITRICI.
    STIAMO CREANDO COSÌ MIGLIAIA DI NUOVE POVERTÀ,METTENDO A DURA PROVA ANCHE LE NOSTRE STESSE FAMIGLIE .IL MERCATO DA SOLO NON GESTISCE LA CRESCITA PERCHÉ LA DOMANDA È DEBOLE E LE FAMIGLIE NON HANNO SOLDI. IL COMMERCIO TRADIZIONALE VA INCENTIVATO E RISTRUTTURATO CON NUOVE PROPOSTE PER STARE AL PASSO CON UN CAMBIAMENTO EPOCALE. LE 12 FESTIVITÀ NON VANNO TOCCATE E CON 12 DOMENICHE DI APERTURA CREDIAMO SI POSSA DAVVERO MEDIARE. IL VERO PROBLEMA SONO LE DISUGUAGLIANZE CRESCENTI NELLA NOSTRA SOCIETÀ. MINACCIARE LE PICCOLE IMPRESE SPESSO A CONDUZIONE FAMILIARE RISCHIA DI INDEBOLIRE ULTERIORMENTE QUEL MODELLO SOCIALE A CUI SPESSO FACCIAMO RIFERIMENTO E CHE SI FONDA SULLA FAMIGLIA. VERO È CHE NOI VOGLIAMO PRESERVARE OLTRECHÉ IL MERO ASPETTO ECONOMICO, L’EQUILIBRIO DELLE NOSTRE FAMIGLIE CHE NON PUÒ RIDURSI A STERILE UTILITARISMO MA CHE SERVE A GUIDARE E ACCOMPAGNARE I DESIDERI PIÙ PROFONDI DEI NOSTRI FIGLI E DUNQUE DEL FUTURO DEL NOSTRO PAESE.

    Giulia D’Ambrosio
    Presidente COMMERCIOATTIVO
    CAMPOBASSO(MOLISE)

  13. È scandaloso come la “famiglia” non venga più considerata..oltre le aperture domenicali e fino alle 22 in settimana ora ci fanno lavorare anche durante i festivi..Pasqua,pasquetta,1maggio,2giugno,ferragosto e non dimentichiamoci…il 26 dicembre!!!!!siamo diventati scandalosi e vergognosi!!!!Per non finire sul mio contratto non ho scritto da nessuna parte che ho L obbligo di lavorare in tali festività..ma chissà come mai devo andare e stare zitta a testa bassa..fossimo pagati adeguatamente anche..invece NO..una si ritrova a fare mansioni da 1/2 livello ed è pagata da 4 livello..perché come si dice oramai da anni..DOBBIAMO RINGRAZIARE IL CIELO DI AVERE UN LAVORO!!!!!….????




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