Lega sconcertante, escamotage per il referendum sullo statuto speciale

evidenzaÈ una proposta sconcertante. Se la Lega con un colpo di mano pensa di modificare a suo piacimento lo Statuto regionale lombardo si sbaglia di grosso. I leghisti infatti hanno presentato un progetto di legge di modifica dello statuto della Regione Lombardia che prevede tra gli altri la cancellazione del comma relativo alle politiche di integrazione nella società lombarda, l’introduzione della residenzialità come principio premiante per l’accesso a servizi alla persona, il riconoscimento della lingua lombarda e soprattutto la modifica del quorum per l’approvazione del referendum, riducendolo dai due terzi dell’Aula (54 consiglieri) alla maggioranza assoluta (41). Una proposta di riforma che presenta forzature che sanno molto di becera propaganda politica e nulla hanno a che fare con lo spirito europeo e progressista che caratterizza i lombardi.
I leghisti hanno bisogno di questi escamotage per indire un referendum sullo statuto speciale che ad oggi, con le norme attuali, non avrebbe sulla carta la maggioranza, a meno di un colpo di testa del Movimento 5 Stelle. Ricordiamo ai colleghi che nella storia di Regione Lombardia la riforma dello Statuto ha sempre visto una condivisione di maggioranza e opposizione. Ci auguriamo, pertanto, che si continui in questa direzione. E comunque sarebbe più opportuno intervenire sullo Statuto regionale dopo la conclusione della riforma costituzionale in corso in Parlamento.
Notiamo insomma che la Lega si dimentica di rivedere la rimodulazione dei ticket sanitari, ma la fantasia ferve quando si tratta di inneggiare ai riti e alle identità padane. Mi permetto di dare anch’io un contributo: hanno dimenticato di inserire l‘istituzione del matrimonio celtico sull’altare di Odino tanto caro ai leader del passato. Potranno sempre proporlo al gruppo di lavoro.
Enrico Brambilla, capogruppo PD e Alessandro Alfieri, segretario regionale PD

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