Il DG di Melegnano va ai domiciliari, ma una settimana fa la giunta ha deciso per il reintegro

palazzo lombardiaApprendiamo dalla stampa che tra le persone per le quali il tribunale del riesame ha disposto gli arresti domiciliari c’è anche il direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Melegnano Paolo Moroni, sospeso il 20 maggio scorso dopo lo scoppio dell’inchiesta sugli appalti nella sanità lombarda. Moroni è stato oggetto anche dell’inchiesta interna di Regione Lombardia, e in base agli esiti di questa la giunta regionale, con la delibera 227 dello scorso 25 luglio, ha deciso il suo reintegro entro il 30 di settembre, per “l’insussistenza delle condizioni per la risoluzione del contratto”.
Alla luce di queste ultime notizie è evidente che sarebbe stato meglio attendere il giudizio del tribunale del riesame, per un principio di prudenza e anche per evitare di esporre ancora una volta la sanità lombarda alle polemiche. Ci domandiamo ora quali siano le ragioni che la commissione d’inchiesta ha addotto per suggerire il reintegro del direttore generale di Melegnano. Maroni aveva promesso che avrebbe portato a conoscenza dei consiglieri l’esito dei lavori della commissione, ma nonostante il documento sia nelle mani della giunta da fine giugno, al Consiglio non è stato ancora inviato. Per questa ragione ho deciso di fare un accesso agli atti.

Sara Valmaggi, vicepresidente del Consiglio regionale 




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