30 milioni di euro: tanto potrebbe costare ai lombardi il referendum sullo “statuto speciale”

regioni-nord-italia30 milioni di euro. E’ questa la cifra che la giunta regionale ha deciso di stanziare per il referendum consultivo sull’autonomia della Lombardia. Dopo gli annunci e dopo l’approvazione in Aula, lo scorso 17 aprile, di un ordine del giorno ad hoc, l’amministrazione guidata da Roberto Maroni ha deciso di inserire in assestamento al bilancio 2014-2016, che sarà in discussione a luglio, i trenta milioni necessari per espletare tutte le operazioni di voto. Dieci in più, dunque, di quanto dichiarato all’atto della presentazione della proposta da parte dei capigruppo del centrodestra. Il grosso della cifra è postato sul 2015, anno in cui probabilmente la Regione ritiene di convocare i cittadini alle urne per esprimere la propria opinione in merito alla trasformazione della Lombardia in Regione a Statuto speciale, pur sapendo che solo una modifica della Costituzione, operata dal Parlamento con maggioranza qualificata e in doppia lettura, potrebbe portare a quel risultato.
Come PD siamo contrari allo stanziamento di questa cifra (vedi anche: Regione a statuto speciale? Vanno cancellati i privilegi, non aggiunti). Il referendum per l’autonomia è una mossa propagandistica della Lega, senza effetti pratici, che i cittadini pagheranno a carissimo prezzo. Ci sono molti modi migliori per spendere quelle risorse, a partire dal fondo sociale regionale, destinato ai comuni per le politiche sociali rivolte ai cittadini più in difficoltà, che nel 2014 è stato tagliato di dodici milioni dalla giunta Maroni. Ma anche per la scuola, per i contributi in favore degli studenti meno abbienti che frequentano le scuole statali, su cui la Regione ha ridotto il budget da 30 a 5 milioni, lasciando moltissimi di loro senza aiuti. O, ancora, per alleviare i ticket sanitari più cari d’Italia. Insomma quei trenta milioni, soprattutto in un momento così, non vanno buttati al vento.
La maggiore autonomia per la Lombardia, e per le Regioni coi conti a posto, può essere ottenuta meglio attraverso la riforma costituzionale in corso, riaffermando la difesa del cosiddetto federalismo differenziato (vedi la nostra diretta web di approfondimento)

Enrico Brambilla, consigliere regionale PD

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