Riforma della sanità, il PD risponde alla lettera dei sindacati pensionati

sanitàIl gruppo consiliare regionale del Partito Democratico risponde alla lettera aperta ai consiglieri regionali – pubblicata su diversi quotidiani – dei sindacati pensionati di Cgil, Cisl e Uil in merito all’annunciata riforma della sanità.

Ecco di seguito il testo della risposta:

Egregi rappresentanti delle organizzazioni pensionati di Cgil, Cisl e Uil,
abbiamo letto con attenzione e interesse la vostra lettera aperta, pubblicata oggi su diversi quotidiani, che ci interroga direttamente come consiglieri regionali. Ne condividiamo l’analisi e ci ritroviamo in diversi passaggi, sui quali anche noi, dai banchi del Consiglio, insistiamo da tempo. Siamo convinti della necessità di rivedere profondamente la sanità regionale, anzi, tutto il sistema dell’assistenza sociale e sanitaria deve divenire un unico, più funzionale e integrato Servizio Socio Sanitario Regionale.
Come sapete, abbiamo in tal senso già delineato un progetto di legge di riforma della sanità lombarda, che presto depositeremo perché sia messo in discussione insieme all’ipotesi di riforma delineata dal presidente Maroni.
Un punto per noi qualificante è che le aziende sanitarie devono diventare cabina di regia dei servizi sul territorio, in modo da garantire davvero a tutti i cittadini, oltre alla libertà di scelta, l’accesso alle cure, la presa in carico e la continuità del percorso assistenziale nient’affatto garantita dall’attuale sistema. Per noi è quindi necessario costituire in tutti i territori Sportelli Unici d’Accesso per i servizi alla persona.
Per quanto riguarda il problema delle cure intermedie, da voi opportunamente sollevato, la nostra risposta consiste nella costituzione di Presidi di Comunità diffusi in modo omogeneo sul territorio regionale, dove riunire medici di base, specialisti, ambulatori per gli esami e la diagnostica e posti letto per le cure sub-acute e post-acute, in modo da risparmiare ai cittadini il calvario della giungla di servizi oggi esistenti.
Per ciò che riguarda la seconda questione da voi posta, condividiamo l’idea che la Regione copra i costi sanitari dell’assistenza in RSA, in conformità con il principio costituzionale dell’universalità del diritto alla cura. Ma a questo si devono affiancare due ulteriori azioni: rendere più flessibile l’utilizzo dei posti letto di queste strutture, rendendoli disponibili anche per altre tipologie di ospiti che non trovano risposte nell’attuale sistema; potenziare l’assistenza domiciliare come risposta più appropriata sia sotto il profilo assistenziale che sotto quello dei costi, portando l’offerta lombarda al pari di quella di altre Regioni in questo più virtuose.

Questi, in risposta alla vostra lettera, sono solo alcuni spunti che mettiamo a disposizione del dibattito, nell’auspicio che il presidente Maroni ci consenta al più presto di discuterne concretamente in Consiglio regionale. Per quanto ci riguarda continueremo nel nostro lavoro di confronto per la costruzione della proposta più adeguata alla tutela della salute dei cittadini e delle famiglie lombarde

Cordialmente,
Enrico Brambilla, capogruppo Pd in Regione e Carlo Borghetti, capodelegazione Pd in Commissione sanità




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