Inchieste sanità, pronta la mozione di sfiducia per Maroni

PD e Patto Civico danno al presidente della Regione Roberto Maroni una settimana di tempo per compiere alcuni atti di forte discontinuità con il sistema di potere dell’ex PDL e della Lega che governa la Lombardia da vent’anni. In caso contrario, sono pronti a presentare in Consiglio regionale una mozione di sfiducia al presidente.

Ecco le richieste:

1-     Ci sono direttori generali indagati perché, secondo la Procura della Repubblica di Milano, avrebbero dato la disponibilità a truccare alcune gare per l’affidamento di servizi di grande rilevanza economica. Queste persone, nominate con un sistema fortemente improntato alla lottizzazione politica, non possono agire per conto della Regione fino a quando ogni ombra non sarà fugata. Per questa ragione, Maroni deve revocare i loro incarichi.
2-     Le nomine del sistema sanitario regionale sono regolate da una legge che anche nella sua versione, approvata pochi mesi fa, consegna tutto il potere al decisore politico, quindi alla giunta regionale. Occorre fermare l’invadenza della politica dalle nomine dei vertici di Asl e Aziende ospedaliere, approvando una nuova norma che spezzi i legami con i partiti politici e che tolga i dirigenti dal ricatto relativo alla riconferma e alla progressione di carriera.
3-     L’assessore Mantovani ha avuto più di un anno per dare la svolta in un sistema, quello sanitario, che per anni è stato flagellato da gravi scandali, come quello del Santa Rita prima e della corruzione poi. In questo periodo nulla è stato fatto. Non sono stati aumentati i controlli, non è stata cancellata la legge Daccò, non sono state modificate veramente le funzioni non tariffarie. Sulla riforma della Sanità lombarda non c’è un progetto, o meglio, forse la stessa giunta ne ha in mente più di uno. È evidente che l’assessore Mantovani non ha saputo fare fronte al compito straordinario a cui era stato chiamato dal presidente della Regione, e per questo motivo chiediamo a Maroni di revocargli la delega.
4-     Per quel che riguarda Expo, valgono analoghe considerazioni. Maroni, aveva promesso di illustrare al Consiglio un’attività di revisione (Due Diligence) di tutti gli appalti, ora gli chiediamo di farlo. Maroni deve anche valutare seriamente l’attività delle persone interne alla Giunta chiamate a occuparsi dell’esposizione del 2015.

Maroni ha tempo una settimana per difendere il buon nome della Regione e per imprimere la necessaria svolta. Se così non sarà, Pd e Patto Civico riterranno necessario chiederne le dimissioni per aver fallito nel compito più importante. Chiediamo le dimissioni del Presidente Maroni perché lo riteniamo colpevole di un immobilismo che sta paralizzando la Regione e perché non ha posto in essere alcuna azione concreta per fermare una situazione che, come ci dimostrano le inchieste, è fuori controllo. Ovviamente ci aspettiamo che si manifesti una vera volontà di discontinuità la cui utilità Maroni ha fino ad ora pubblicamente negato, una discontinuità necessaria anche nell’ambito in cui si sono alimentati i predatori in relazione agli appalti Expo 2015. In una settimana il Presidente può prendere decisioni molto importanti, come far dimettere per opportunità i direttori generali indagati; rendere atto quello che in realtà è già un fatto, cioè togliere le deleghe della sanità a Mantovani che ha dimostrato di non essere in grado di controllare un mondo così complesso e infine presentare un provvedimento che recida alla radice ogni rapporto fra le nomine in sanità e la politica. E’ ovvio se non prenderà neppure questi semplici, e quasi scontati, provvedimenti l’opposizione di centro sinistra presenterà per il primo consiglio utile una mozione di sfiducia che investirà questa volta direttamente Maroni.
Da un anno chiediamo a Maroni di smantellare il sistema di potere costruito da Formigoni con il sostegno della Lega in vent’anni. Abbiamo pronta per lui la mozione di sfiducia se non fa alcune cose di buon senso nei prossimi giorni: rimuova i direttori generali indagati, cambi il sistema delle nomine dei vertici di Asl e ospedali e rimuova l’assessore Mantovani che lui stesso ha già provveduto a commissariare con le ultime dichiarazioni.

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