Rimpasto: in scena la vecchia politica

palazzo lombardia “Le fibrillazioni della maggioranza sono state temporaneamente risolte nel più classico dei modi: mettendo due poltrone in più, a spese dei lombardi. Ma non è detto che ciò basti a rimettere in pista la macchina senza benzina di Maroni, ed è prevedibile che presto ci si ritroverà a parlare di un nuovo tagliando”.

Queste le dichiarazioni a caldo di Enrico Brambilla, subito dopo la comunicazione della Regione in merito alla ridefinizione degli assetti di Giunta che vedono spuntare ben due sottosegretari in più, nonostante l’abolizione votata durante la scorsa legislatura dal Consiglio regionale.

Dei sottosegretari si può fare certamente a meno, ma Maroni da oggi ne ha quattro, tanti quanto Formigoni, con l’assurdo che uno, Fabrizio Sala, ha la delega all’Expo, mentre un altro, l’ex assessore Maurizio Del Tenno, ha la delega alle infrastrutture di Expo. Non è il sottosegretario all’attrattività di formigoniana memoria, ma poco ci manca. Quanto al delegato alla macroregione Dario Galli, del cui lavoro attendiamo ancora di conoscere i risultati, è positivo che il contratto con la Regione sia stato risolto, molto meno lo sarebbe se al suo posto venisse contrattualizzato qualcun altro, anche perché la macroregione, quella della campagna elettorale di un anno e mezzo fa, è ormai morta e sepolta”, conclude Brambilla.

Alessandro Alfieri, durante la seduta di oggi, in replica alle dichiarazioni in Aula di Roberto Maroni sul rimpasto e sulle richieste al Governo in merito alle opere relative a Expo, ha rincarato la dose e ha puntualizzato che “Il governatore affida un settore delicato come le infrastrutture di Expo a un ex assessore che fino a ieri si è occupato della mobilità e non ha certo brillato. Anziché contrapporsi al Governo per le opere legate a Expo, Maroni farebbe bene a presidiare i settori delicati con le persone giuste e con la massima attenzione”.




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