La maggioranza? Per salvarla Maroni costretto a svendere le poltrone

palazzo lombardiaFinalmente l’Italia sta facendo le riforme che i cittadini chiedono da tempo. La coalizione di Maroni in Regione Lombardia si attesta invece su una battaglia fuori dal tempo come quella dello statuto speciale. Tutte le regioni hanno deciso di proporre al governo diverse migliorie al disegno di legge costituzionale in un’ottica di difesa e valorizzazione delle proprie competenze e di miglior definizione del ruolo del senato delle autonomie.
La maggioranza di Maroni è stata invece irresponsabile, ha preferito indebolire il fronte unitario delle regioni con una proposta velleitaria come la richiesta di autonomia della sola Lombardia.
Fossero almeno stati coesi…  Hanno litigato a scena aperta sulle poltrone da assessore, trovando una tregua solo a mattina inoltrata, dopo un mercanteggiamento durato tutta la notte (basta leggere qui: Più che speciale è un flop: la maggioranza di Maroni si spacca). Alla fine NCD, ieri fortemente critico, oggi ha calato le braghe: presto vedremo in cambio di quale poltrona. Altro che ideali.

Enrico Brambilla, capogruppo del Pd in Regione  in merito a quanto avvenuto questa mattina in Consiglio regionale, dove la maggioranza, dopo il flop di ieri sera, ha votato due ordini del giorno sull’autonomia della Lombardia, riuscendo comunque a dividersi sul secondo, firmato dai capigruppo di Forza Italia, Lega, Lista Maroni, Pensionati e Fratelli d’Italia ma non di NCD, che impegnava la giunta a indire la consultazione popolare sull’autonomia lombarda. Su questo l’NCD si è assentato al momento del voto, facendo fermare la coalizione di Maroni a 40 voti, la soglia esatta del numero legale




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