Gioco d’azzardo, qualche passo in avanti ma c’è ancora molto lavoro da fare

azzardoAudizione dei rappresentanti di Sisal, l’azienda italiana che gestisce il 10% delle slot machine a livello nazionale, giovedì mattina in Commissione attività produttive. Il confronto è stato richiesto a seguito delle perplessità riscontrate da diversi titolari e tabaccherie in merito alla stipula e alla eventuale rescissione del contratto di gestione degli apparecchi. Il direttore della Sisal Giovanni Maggi ha annunciato che, a seguito di un accordo stipulato lo scorso settembre con il sindacato degli esercenti, sarà possibile rescindere il contratto sia di concessione che di gestione senza alcun addebito di penale per il commerciante previo avviso di 6 mesi. Ha però precisato che l’accordo tra le due parti prevede che nei successivi 24 mesi il gestore non debba rivolgersi ad altri operatori, 13 attualmente sul mercato compreso Sisal, per avere in gestione macchinette da gioco.
Siamo solo parzialmente soddisfatti. È un buon passo avanti che va nella direzione di sostenere la decisione degli esercenti di eliminare le slot machine dai propri locali senza necessariamente obbligarli a rinunciare anche ai cosiddetti “gratta e vinci”. Le stime di recesso al momento, però, parlano di poche decine di casi. Ancora troppo presto per parlare di un vero e proprio successo.
Il direttore di Sisal ha annunciato che dal 2015 saranno introdotte in commercio nuove macchinette che prevedono l’uso del lettore magnetico apparecchio che consentirà da un lato di leggere la carta sanitaria per limitare il gioco agli utenti al di sotto dei 18 anni di età, ma al tempo stesso permetterà la lettura delle carte di credito. Insomma il problema in questo modo rischia di acutizzarsi anziché risolversi.

Mario Barboni ed Enrico Brambilla, consiglieri regionali PD




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