Nel ddl Delrio molti elementi di modernizzazione. Giusto che le Regioni siedano al tavolo delle riforme

lombardiaIl Pd ha votato a favore della risoluzione bipartisan approvata oggi in Consiglio regionale in merito al disegno di legge Delrio. Nel documento si chiede:
- che la Regione possa organizzare, senza aumenti di spesa, le articolazioni territoriali intermedie tra Regione e Comuni
- di limitare la proliferazione delle Città metropolitane per evitare rischi di sovrapposizione con le funzioni e le competenze regionali
- che le Regioni possano partecipare al processo di riordino complessivo dell’assetto costituzionale.

La risoluzione ha il merito di trovare l’unico punto di sintesi tra posizioni divaricate. Del disegno di legge Delrio possiamo criticare alcune incongruenze – sulle quali peraltro il relatore Senatore Pizzetti (PD) è puntualmente intervenuto con emendamenti -, ma dobbiamo valorizzare alcune scelte, a partire dall’avvio delle città metropolitane che sono largamente riconosciute come grande fattore di sviluppo e di modernizzazione dello Stato. C’è anche la revisione delle funzioni delle province, e non vale la critica che sarebbero antidemocratiche perché cambia la modalità di voto: i sindaci sono stati per tanto tempo eletti in quel modo e la democrazia non era sospesa. Non c’è, invece, alcun attacco alle Regioni, rafforzate dalla modifica del titolo quinto di cui non siamo affatto pentiti. Semmai il problema è che quel modello federalista è rimasto incompleto, per responsabilità di chi usò il federalismo per spaccare lo stato anziché riformarlo.
Anche in Lombardia il cammino dell’articolazione delle funzioni sul territorio è stata balbettante. Occorre un cambio di passo e occorre dimostrare che la Regione ha le carte in regola. La presa di posizione del Consiglio regionale ha comunque un merito importante: quello di rivendicare un tavolo a cui la Regione Lombardia si possa sedere per partecipare alla revisione delle autonomie.

Enrico Brambilla, consigliere regionale PD




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