Dote e buono scuola: così non funziona

doteGli studenti delle scuole elementari statali da quest’anno non avranno più alcuna “integrazione al reddito”. Così si chiama il contributo regionale componente della dote scuola riservato a chi ha redditi bassi (da zero a 14.458 euro di reddito familiare Isee). Identico trattamento è riservato agli studenti del triennio delle superiori, sempre statali. Ma a fronte di questo drastico taglio, operato dall’amministrazione Maroni con una delibera approvata il 30 gennaio scorso, la Regione ha deciso di aumentare il valore del buono scuola destinato agli studenti delle fasce più alte (fino a 38mila euro Isee) che frequentano scuole medie e superiori paritarie. In questi casi l’aumento è rispettivamente del 45% e dell’85%. (GUARDA IL VIDEO)
La sproporzione è rintracciabile in altri due dati: se la dotazione regionale destinata agli studenti delle paritarie è rimasta pressoché invariata, quella riservata alle scuole statali è passata da 10 a 5 milioni. Inoltre, il reddito che dà diritto al contributo, dote o buono scuola, è sensibilmente diverso per gli studenti delle scuole statali e delle paritarie. Per un figlio unico di una famiglia che vive in affitto, se iscritto alle paritarie, il contributo scatta fino al reddito familiare lordo di 85mila euro. Se lo stesso è iscritto alle statali – non alle elementari o al triennio delle superiori, dove il contributo è cancellato – il limite di reddito è fissato a 34mila euro.
I dati sono stati raccolti dal gruppo regionale del Partito Democratico che li ha presentati in una conferenza stampa, durante la quale ha messo in luce le incongruenze delle ultime decisioni assunte dalla giunta regionale.

Cinque domande all’amministrazione
Dote scuola Le tabelle

Regione Lombardia, proprio di questi tempi, fa un’operazione che ci lascia perplessi. Noi non siamo contrari al sostegno alle scuole paritarie, però non è accettabile che si diminuiscano risorse già scarse per chi ha i redditi più bassi che vanno alle scuole statali e si rafforzino i sostegni economici a chi li ha più robusti e frequenta le paritarie. Complessivamente i soldi per le paritarie sono scesi da 33 a 30 milioni di euro, mentre per le pubbliche, se consideriamo tutte le voci, sono passati da 30 a 5 milioni, colpendo soprattutto le famiglie con figli alle elementari.
Nella delibera c’è un dato che ci vede d’accordo, ed è il fatto che come unico indicatore per stabilire chi aveva diritto alla dote o al buono scuola è finalmente stato stabilito l’Isee. Fino all’anno scorso c’era, infatti, quest’ulteriore sperequazione: l’Isee era utilizzato per il sostegno al reddito, quindi per la dote scuola, mentre per il buono si ricorreva all’indicatore reddituale lombardo corretto con il fattore famiglia, fatto che favoriva di gran lunga i più abbienti. Tuttavia, al netto del passo avanti, guardando i dati ci si accorge subito che si vanno comunque a penalizzare alcune fasce, quelle più deboli. La domanda inoltre è questa: è giusto che Regione Lombardia eroghi un contributo a famiglie con redditi così elevati in tempi di scarsità di risorse?
Siamo rimasti esterrefatti quando abbiamo visto i numeri: che non mi si venga più a dire che non ci sono soldi per aiutare chi è in difficoltà, perché le risorse ci sono, ma non si vogliono dare a chi ne ha veramente bisogno e la maggioranza che governa Regione Lombardia le distribuisce a chi vuole. Tutto ciò mi suscita profondo stupore e vergogna per quello che viene deciso in questi palazzi. Anche rispetto alle tante chiacchiere che sento fare in Consiglio e nelle Commissioni, dove tutti si riempiono la bocca di begli intenti e poi i risultati sono questi.
E per quanto riguarda le controproposte a questa decisione dell’amministrazione Maroni, in fase di approvazione di bilancio, avevamo fatto una battaglia in Consiglio, con ordini del giorno ed emendamenti. L’Isee come parametro valido per tutti è uno dei risultati, ma non basta. Ora, a giugno, in fase di assestamento di bilancio sarà nostro impegno continuare a portare avanti questa battaglia.

Alessandro Alfieri, Fabio Pizzul e Jacopo Scandella

7 comments

  1. Tutta questa ingiustizia non è più ammissibile. IO sono per una guerra CIVILE!!!!! che si sappia in giro ……non si può andare più avanti così….la rabbia e l’intolleranza aumenta sempre più. Togliere ai poveri per dare ai ricchi. MARONI COMPLIMENTI!!!!!!!!!!!

  2. Pingback: Dote scuola, il Tar quindi dà torto alla Regione | BlogDem

  3. Complimenti regione Lombardia: quella più ricca ma che dovrebbe vergognarsi di più!!!!!!!!!!!!!
    Non c’è mai fine al peggio.

  4. Buongiorno
    io non sapevo assolutamente nulla di questa delibera, l’ho saputo tramite una mailing list, non è possibile fare qualcosa dal punto di vista della comunicazione? Voi non siete contrari alla sostegno alla scuola privata, io sì, ma che venga privilegiata rispetto a qualla pubblica mi sembra quanto meno anticostituzionale. Credo meriterebbe un po’ più di attenzione e quindi, mi permetto di dire, un po’ più di impegno nella comunicazione. Che cosa pensate di fare a questo riguardo?

  5. La pagina su cui ha postato il commento è dello scorso 6 febbraio, quando abbiamo presentato qualche dato sconcertante, proprio durante una conferenza stampa (c’è anche un video). E proprio il 6 maggio l’aula ha bocciato una mozione del PD, qui il comunicato inviato, subito dopo il voto, da Jacopo Scandella.

  6. buongiorno sono mamma di un bimbo che quest’anno frequentera’ la 5 elementare, io disoccupata da 5 anni mio marito a casa cassa integrazione, ma da 3 mesi il suo datore non gli passa lo stipendio, perchè senza soldi, non mi danno piu’ la dote scuola ma invece di andare avanti si va all’indietro che schifo ………complimenti MARONI,E BRAVO COSI’ SI FA è ……..




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