Pac in Lombardia: novità e opportunità per gli agricoltori

La riforma della Pac 2014-2020 (politica agricola comune) e la sua nuova applicazione in Lombardia al centro di un convegno organizzato dal Gruppo regionale del Pd. L’incontro si è svolto giovedì 6 febbraio. (LA LOCANDINA). L’evento è parte dell’iniziativa on line destinata alla presentazione, in tutta Europa, in ambito agricolo, alimentare e dello sviluppo rurale, della Politica agricola comune, ed è pubblicato sul sito della Commissione Europea.

IL VIDEO COMPLETO DEL CONVEGNO

L’articolo tratto dalla newsletter del Gruppo PD
pac_fotoUna Pac decisamente più mediterranea, che valorizza i prodotti tipici del sud Europa, dai formaggi all’ortofrutticolo, e mette dunque al centro l’Italia e le sue regioni. L’ha annunciata Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, ospite del convegno, organizzato dal Gruppo regionale del Pd, sulla riforma della politica agricola comune e la sua nuova applicazione, da oggi al 2020, con particolare riferimento alla Lombardia. Erano, infatti, presenti i rappresentanti regionali di tutte le associazioni di categoria.
Ad aprire i lavori Marco Carra, capogruppo in Commissione Agricoltura del consiglio regionale: “Quello della Pac è un tema che il Pd considera di importanza fondamentale ed è il tema fondante in agricoltura, in questo periodo”. Carra ha ricordato che già ad agosto, su proposta del Partito democratico, la commissione consiliare aveva approvato una risoluzione sulla Pac, prima ancora che arrivasse a conclusione nei palazzi europei. “Tra gli impegni c’era quello di organizzare una conferenza programmatica per verificare lo stato dei lavori e se si poteva incidere sulla fase finale delle trattative – ha detto ancora Carra -. Questo impegno non è mai stato onorato e quindi abbiamo pensato che era nostro dovere occuparcene. Anche perché siamo francamente preoccupati: in commissione stiamo discutendo di tutto, tranne che delle questioni importanti. E anche la Giunta sulla Pac è ancora indietro”.
Intanto, gli argomenti rilevanti incalzano con l’avanzare dei giorni che avvicinano la Lombardia all’Expo: “Il cibo vuole entrare nell’agenda? Qual è il ruolo vero dell’agricoltura? Come possiamo contribuire? Cosa significano qualità e tracciabilità? Sono questi i temi da tradurre in azioni positive”. E nel frattempo a rimetterci sono le aziende: “Rischiano un alto indebitamento, hanno il problema di trovare lo spiraglio dello sbocco di impresa – ha detto Fabrizio Santantonio che per il Pd è responsabile delle politiche agricole -. La preoccupazione è, dunque, quella di non arrivare a nuove chiusure di aziende, soprattutto per quanto riguarda la zootecnia. Perché questo significherebbe perdere il saper fare impresa e la professionalità”. Come agire e cosa chiedere alla politica? “Sapendo che non possiamo ritornare agli anni scorsi, possiamo chiedere, attraverso la politica, di compiere delle scelte: il rischio peggiore oggi è di non scegliere – ha risposto Santantonio -. Capisco che ci sono difficoltà a intraprendere posizioni che scontentano qualcuno, ma per noi lombardi è imprescindibile e come Pd regionale faremo la nostra parte con i consiglieri e i parlamentari”. Anche perché Angelo Zucchi, già vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera, ha spiegato che “per quanto riguarda il Piano di sviluppo rurale, quello che riversa le risorse sulle diverse regioni, si è arrivati a un risultato per niente scontato, ovvero di premiare quelle più virtuose, cioè che riescono prima e meglio a spendere i fondi comunitari”.
Ma è De Castro che ha spiegato la linea della nuova Pac e la battaglia che il Pd sta portando avanti a livello europeo: “Siamo riusciti a dare un’altra visione dell’agricoltura, spostando l’attenzione più a sud, verso il Mediterraneo e i suoi prodotti tipici. Quindi, ora non esistono solo i pascoli intensivi del nord, ma anche i formaggi nostrani e le tipicità delle nostre zone. Inoltre, abbiamo puntato su una redistribuzione delle risorse che tenga maggiormente conto delle aziende giovani, ovvero i 40 anni”. Come ci si è riusciti? De Castro ha spiegato senza mezzi termini che “in questa riforma della Pac il ruolo del Parlamento europeo è stato parecchio d’attacco e si è arrivati a risultati ben diversi rispetto al testo da cui siamo partiti. Ad esempio, dal nostro punto di vista vogliamo che sia data la più ampia facoltà di scelta e decisione agli Stati membri. Abbiamo, appunto, reso obbligatoria la misura per i giovani sotto i 40 anni. A Strasburgo abbiamo appena approvato un’importante risoluzione antidumping”. E, in attesa di un Ministro che “deve essere molto bravo”, è necessario cominciare a “fare alleanze sui singoli temi”. Uno dei prossimo appuntamenti importanti, ha ricordato il parlamentare, è il pacchetto latte bis: “Attenzione a non farcelo sfuggire e a non aspettare solo la proposta. Siamo noi che come Pd dobbiamo essere più propositivi in tutto il settore agroalimentare. Un ambito dove, tra l’altro, le possibilità di creare lavoro sono veramente alte”.




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